La Ristrutturazione
dell'Attaccamento in Adolescenza
Abstract
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Il presente lavoro analizza le
trasformazioni delle dinamiche relazionali in adolescenza cosi
come vengono “interpretate” da due importanti bacini teorici:
la teoria psicoanalitica e la teoria dell’attaccamento. In
quest’ottica, seguendo il lavoro di Fonagy e collaboratori,
vengono sottolineate le divergenze e le convergenze teoriche e
concettuali, riferite a una delle fasi più importanti del ciclo
di vita, tra la tradizione psicoanalitica e la teoria
dell’attaccamento.
I cinque capitoli -quattro teorici e uno di
ricerca- che compongono la tesi trattano i seguenti aspetti:
Il primo capitolo ripercorre, a partire dal
modello freudiano classico, lo sviluppo della relazione nella
teoria psicoanalitica; in tale contesto viene ripercorso il
significato attribuito all’’”oggetto” e alle dinamiche
relazioni che, da “accessori” della scarica pulsionale
(Freud) diventano, nella teoria delle relazioni oggettuali, i
fattori motivazionali primari. In tale passaggio viene dato
rilievo alla posizione di alcuni autori - M. Klein, Fairban,
Winnicott e Balint- che “traghettano” questo importante
cambiamento nell’assetto teorico psicoanalitico.
Il secondo capitolo oltre a descrivere le
basi della teoria dell’attaccamento, con particolare enfasi
sulle determinanti e la categorizzazione dei diversi stili di
attaccamento nei bambini (Strange Situation) e negli adulti
(A.A.I.) si propone di dare il giusto risalto a quelle che
vengono ritenute le radici psicoanalitiche della teoria
enfatizzando, attraverso i costrutti di Modello Operativo
Interno, Funzione Riflessiva, Metacognizione – concetti
ampiamente trattati- il valore della dimensione
“rappresentazionale” ed il ruolo della graduale
internalizzazione dei contenuti affettivi e del sistema di
significati costruito nell’esperienza con le figure di
accudimento. Inoltre, viene sottolineato come
l’accento posto sulla componente
“rappresentazionale” abbia consentito di elaborare tentativi
sempre più riusciti di utilizzare la teoria di Bowlby e dei suoi
seguaci in un ambito più strettamente psicoanalitico - per una
rassegna vedi Fonagy 2002- consentendo una proficua
integrazione delle due teorie.
Il terzo capitolo analizza le dinamiche
connesse all’adolescenza considerata come momento di crisi
fisiologica per lo sviluppo della personalità e la costruzione
dell’identità. Attingendo dal bacino teorico psicoanalitico
vengono riproposte le “trasformazioni” più significative che
questa fase comporta: la riattivazione delle dinamiche edipiche,
le problematiche legate all’identità nelle sue varie
componenti, le dinamiche connesse ai cambiamenti del corpo, lo
sviluppo cognitivo, il ridimensionamento delle figure
genitoriali, la sfera relazionale ( gruppo di pari, amici,
partner) e, infine, le dinamiche genitoriali. Particolare
rilievo è dato all'’”abbandono” dei genitori e al contemporaneo
investimento di figure alternative, quali possono essere i pari
o il partner che, alimentando la nuova fase di
separazione-individuazione, conferiscono alla relazionalità
(attaccamento) dell’adolescente le caratteristiche della vita
adulta.
Il quarto capitolo si sofferma sulla lettura
( complementare rispetto al modello psicodinamico) che la
teoria dell’attaccamento dà alla fase adolescenziale; in tale
ottica, l’adolescenza rappresenta un periodo di transizione in
cui il comportamento di attaccamento assume delle
caratteristiche differenti rispetto a quelle osservate in età
precedenti. La reciprocità, “la sostituzione” delle figure
genitoriali con i pari o il partner sessuale, la ridefinizione
del rapporto tra attaccamento ed esplorazione (autonomia)
sono le caratteristiche, ampiamente descritte, che segnano il
passaggio dall’attaccamento infantile a quello adulto. L’ultima
parte del capitolo e dedicata alle ricerche che si sono
occupate - in diversi ambiti- del rapporto tra attaccamento e
adolescenza. Tali studi, per semplicità espositiva, sono stati
raggruppati in quattro aree: attaccamento, adattamento e
identità; attaccamento e relazioni sociali; funzione riflessiva
e attaccamento in adolescenza; famiglia e adolescenza.
Nel quinto capitolo è riportata la ricerca il
cui obiettivo consiste nel verificare empiricamente, a partire
dalle considerazioni teoriche esposte nei precedenti capitoli,
alcune ipotesi su un campione di adolescenti della provincia di
Agrigento.
La prima parte di questo lavoro si propone,
attraverso una serie di analisi differenziali, di verificare se
alcune variabili indipendenti o fattori come lo stile di
attaccamento ed il sesso rappresentino delle variabili
importanti sia in relazione agli atteggiamenti familiari - in
particolar modo nei confronti delle figure parentali - sia in
riferimento ad alcune caratteristiche individuali legate allo
stile di attaccamento di appartenenza (Fiducia, Disagio per
l’intimità, Secondarietà delle relazioni, Bisogno di
approvazione e Preoccupazione per le relazioni). Inoltre, si
valuterà se altre variabili indipendenti come l’“Età” e/o
l’“Attività”, possano interagire con i primi fattori enunciati.
La seconda parte del lavoro verificherà una
serie di ipotesi correlazionali, studiando le relazioni tra
tutte le dimensioni registrate (ai soggetti è stato sottoposto
il “Questionario sugli atteggiamenti familiari”, il
“Questionario sugli stili di attaccamento” (ASQ) e il “The
Relationship Questionnaire” (RQ) relativamente ai “prototipi”
degli stili di attaccamento utilizzati per le autovalutazioni).
Le ipotesi operative si possono formulare
come segue.
1) Verifica delle differenze nei punteggi di
tutte le scale registrate in relazione ai diversi fattori
considerati, nonché delle eventuali interazioni tra questi
fattori.
2) Verifica delle relazioni tra le dimensioni
registrate, rispettivamente negli uomini e nelle donne, poiché
la relazione bivariata sul campione complessivo potrebbe fornire
un risultato fuorviante, non considerando appunto l’incidenza
del fattore “Sesso” fondamentale nella presente ricerca.
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