La teoria dell�attaccamento oltre ad enunciare i principi sulla funzione e la natura del comportamento di attaccamento, dispone di strumenti metodologici in grado di �misurare� l�attaccamento stesso. Storicamente � stata la Ainsworth[1]a dare con la Strange Situation una base empirica ai concetti formulati da Bowlby. Successivamente M. Main[2] allarg� il campo d�indagine all�attaccamento adulto cogliendone, attraverso l�Adult Attachment Interview, il versante rappresentazionale.La Strange Situation[3] ha evidenziato quattro principali patterns di attaccamento: uno sicuro(B), due insicuri - l�insicuro evitante(A) e l�insicuro ambivalente o resistente (C) - e unodisorganizzato o disorientato (D)[4].
Nell�attaccamento sicuro (B) il bambino protesta per la separazione dalla madre ed � prontamente confortato dal ricongiungimento con essa. Quando la madre � presente, il bambino pu� giocare liberamente o esplorare l�ambiente. Nel pattern sicuro, il Modello Operativo Interno contiene una rappresentazione unitaria, coerente ed organizzata di s� e della figura d�attaccamento, in cui le emozioni provate dal S� sono valutate positivamente perch� validate da una figura di attaccamento disponibile e affidabile.[5] Main[6]ha suggerito che, poich� in altre circostanze le madri hanno risposto ai segnali e alle comunicazioni, il problema che si pone ai bambini sicuri durante la Strange Situation riguarda la localizzazione del caregiver. Per questo motivo, secondo l�autrice, l�attenzione e il comportamento del bambino sicuro possono essere organizzati come un riflesso relativamente semplice dei cambiamenti ambientali.
L�esplorazione di un ambiente nuovo e piacevole � possibile finch� la madre � presente, diminuisce a favore del comportamento di attaccamento in sua assenza.Le osservazioni effettuate a casa compiute dal gruppo guidato dalla Ainsworth,[7] hanno provato che queste madri erano sensibili ai segnali e alle comunicazioni dei loro bambini. Una maggiore sensibilit� della madre ai segnali del bambino (in contrapposizione ai gruppi A e C) � stata confermata anche da studi successivi, per esempio sia Grossmann,[8] che i follow-up[9] hanno mostrato risultati pi� favorevoli per i bambini classificati come sicuri con la madre durante i primi anni di vita.
La sensibilit� del caregiver � stata fin dall�inizio considerata una caratteristica fondamentale nell�organizzazione dello stile di attaccamento del fanciullo.La Ainsworth[10] ha definito la sensibilit� come �La capacit� e la volont� della madre di percepire le comunicazioni del bambino riflesse nel comportamento, nella espressione emotiva e nella vocalizzazione, di vedere ed interpretare dal punto di vista del bambino, rispondendovi adeguatamente e prontamente secondo i bisogni evolutivi ed emotivi del bambino�.Per i Grossmann[11] una madre sensibile consente al proprio bambino di esprimere le emozioni liberamente, sostenendo le capacit� comunicative e rispondendo prontamente e adeguatamente.Sull�associazione tra sensibilit� materna e sicurezza dell�attaccamento � stato aperto un dibattito tra i vari ricercatori; a fronte di chi sostiene che la sensibilit� sia effettivamente la determinante principale della sicurezza si contrappone chi interpreta la sensibilit� come un fattore di mediazione, ad esempio Fonagy, e non il fattore fondamentale. In una meta-analisi di 66 ricerche condotta da De Wolff e van Ijzendoorn[12] che, complessivamente, hanno coinvolto 4000 diadi madre-bambino si e prodotto un effectsize di .17 considerato troppo basso rispetto a qualsiasi standard statistico.[13]
Restringendo il numero di studi da esaminare ai 30 che prendevano specificatamente in considerazione l�effetto della sensibilit� genitoriale, l�effect size saliva fino a .22. Questi dati empirici non sembrano consentire di affermare che la sensibilit� materna rappresenta il determinante primario della sicurezza dell�attaccamento. Un interessante modello della trasmissione dell�attaccamento sicuro, che ha portato questo tema oltre una visione semplicistica della sensibilit� dell�accudimento, � stato suggerito da Mery Main[14] la quale ha evidenziato che sia i genitori che sembravano aver sperimentato un�infanzia insicura, se non addirittura traumatica, sia i genitori che avevano goduto di rapporti amorevoli e di situazioni stabili avevano bambini sicuri nella misura in cui erano coerenti nel descrivere, discutere e valutare gli effetti delle proprie esperienze; inoltre, questi genitori mostravano una certa facilit� ad accedere ai ricordi dell�infanzia.[15]Al contrario, i trascritti delle interviste dei genitori dei bambini A e C erano relativamente incoerenti; caratterizzate da contraddizioni logiche e fattuali e dalla tendenza ad evadere dall�argomento trattato.Questi genitori, secondo la Main,[16] mostravano modelli plurimi delle proprie storie mentre, apparentemente, intendevano mettere in luce un modello unitario.
Secondo Fonagy[17] la capacit� del genitore di adottare un atteggiamento intenzionale verso un bambino non ancora dotato di intenzionalit�, di pensare cio� al bambino in termini di pensieri, stati d�animo e desideri nella mente del bambino e nella propria mente in relazione al bambino e ai suoi stati mentali, sia il principale fattore di interventodella trasmissione dell�attaccamento e spieghi le classiche osservazioni circa l�influenza della sensibilit� del caregiver. La probabilit� che madri con un�alta capacit� di riflettere sui propri stati mentali nel contesto della AAI avessero figli con attaccamento sicuro nei loro confronti era molto elevata. Dato questo, che Fonagy e coll.[18] hanno posto in collegamento con la capacit� del genitore di incoraggiare lo sviluppo del S� del bambino.
Nell�attaccamento insicuro-evitante il bambino non piange al momento della separazione e tende ad evitare la figura di attaccamento al momento del ricongiungimento. Questi soggetti hanno adottato la strategia di economizzare al massimo l�attivit� del sistema di attaccamento e di esprimere poco i propri bisogni per evitare risposte negative o inefficaci da parte della figura di accudimento.[19] Questo pattern, secondo Ainsworth,[20] � spesso presente all�interno di relazioni ove la figura di accudimento � contrassegnata da intrusivit�, rifiuto e svalutazione delle richieste di accudimento. L�osservazione in ambiente domestico ha dimostrato che queste madri rifiutavano in maniera evidente il comportamento d�attaccamento allontanando sempre il bambino quando questi cercava di avvicinarsi.Poich� a casa i caregiver rifiutavano il loro comportamento di attaccamento, i bambini del gruppo A, durante la Strange Situation, si sono trovati di fronte a un problema pi� complesso della semplice attenzione agli spostamenti del careviger. Secondo laMain,[21]nei bambini evitanti il comportamento alla Strange Situation era influenzato non solo dai cambiamenti nella localizzazione del caragevir ma anche nelle particolari difficolt� a assicurarsene e conservarne la vicinanza.La Main[22] ha enunciato l�ipotesi che il bambino evitante sia vittima di un conflitto insolubile ed autoperpetuatosi generato dall�avversione della madre per il contatto fisico. Secondo l�autrice, la situazione � insanabile perch� il rifiuto da parte di una figura di attaccamento gi� consolidata attiva impulsi simultanei e contraddittori sia di ritiro che di avvicinamento. Questi bambini rifiutati fisicamente riescono, durante la Strange Situation, a non mostrare disagio e altre forme di comportamento di attaccamento, limitando al massimo la capacit� di risposta alle condizioni che provocano paura. Questo atteggiamento � ottenuto attraverso uno �spostamento organizzato dell�attenzione dalla madre all�ambiente inanimato�.Cassidy e Kobak[23] hanno dimostrato che i soggetti che rientrano in questo pattern di attaccamento, in et� infantile come in et� adulta, durante le fasi critiche delle osservazioni, presentavano un�elevata attivazione psicofisiologica rilevata sperimentalmente ma negata verbalmente. Fonagy[24]ha tentato di dimostrare che l�attaccamento insicuro-evitante pu� essere compreso nei termini di un�interiorizzazione delle difese del caregiver mobilizzate dal disagio del bambino. I comportamenti che si osservano nei bambini evitanti suggeriscono una buona capacit� di dissimulare gli affetti dolorosi senza ricorrere al panico e/o alla rabbia. Freud,[25] in �Inibizione, sintomo e angoscia� rintraccia le origini dell�angoscia di separazione. Secondo Freud, quando la presenza della madre sar� identificata come colei che pone termine al disagio (vedi primo capitolo) l�angoscia si manifester� in seguito alla sua assenza, poich� questa rimanda ad uno stato di pericolo.Secondo Fonagy,[26] l�uso adeguato dell�angoscia come segnale interno dipende dalla sua scrupolosa interpretazione da parte del caregiver primario nell�infanzia. Se durante l�infanzia, la funzione di segnalazione esterna dell�angoscia fallisce la futura capacit� dell�Io di regolare e adattare questo affetto sar� ridotta.
Selma Fraiberg[27]ha rilevato il ruolo difensivo di una gamma di comportamenti che sono evidenti fin dal primo anno di vita. Secondo l�autrice, questi comportamenti hanno in comune la funzione di evitare le esperienze dolorose che dovute al fallimento del ruolo protettivo del caregiver primario. Il pi� precoce e sorprendente comportamento difensivo, osservato nel gruppo di bambini[28] studiati dalla Fraiberg, consisteva nell�evitamento delle madri rispetto a �qualsiasi sistema di contatto potenzialmente aperto verso di esse�.Questo modello di comportamento � comunemente evidente, in tutto o in parte, nei bambini evitanti della Strange Situation. Fonagy[29] ritiene che il fallimento della capacit� materna, di rispondere adeguatamente ai bisogni del bambino, deriva dalle sue stesse difese contro il riconoscimento e la comprensione, in se stessa, di simili affetti negativi. Le difese della madre hanno origine nella sua storia evolutiva e, a loro volta, le impediscono di rispondere empaticamente ai segnali affettivi del bambino. In sostanza, le prime relazioni oggettuali interiorizzate strutturano la capacit� dell�individuo di prevedere e regolare le comunicazioni affettive e sono alla base della formazione dei comportamenti difensivi.
Un ruolo centrale nella definizione di attaccamento evitante � ricoperto dal concetto di �atteggiamento difensivo,� che rimanda alla formulazione freudiana di negazione. Main, Kaplan e Cassidy[30] hanno riscontrato che adulti e studenti evitanti hanno la tendenza a idealizzare il rapporto con i genitori per sfuggire ai sentimenti negativi ad esso associati.Per quanto riguarda il Modello Operativo Interno, secondo Liotti,[31] nel pattern evitante le emozioni di vulnerabilit� del S� sono delineate come fonte di fastidio per la figura di attaccamento, e quindi come qualcosa da non esternare. Nonostante la rappresentazione negativa delle emozioni d�attaccamento, il Modello Operativo Interno del pattern evitante conserva una sufficiente unit�, coerenza ed organizzazione.[32] Secondo alcuni autori,[33]lo stile di attaccamento evitante potrebbe essere il risultato di esperienze di attaccamento con genitori troppo invischiati che impongono l�inversione dei ruoli ai figli; meccanismo che induce questi bambini al fallimento nella costruzione della loro identit� come persone separate dal caregiver e, contemporaneamente, provoca in loro l�aspettativa di non poter contare sugli altri per la soddisfazione dei propri bisogni. I bambini che hanno vissuto l�inversione dei ruoli affronteranno le relazioni successive con una grande paura dell�intimit�, in quanto la vicinanza scatena in loro sentimenti di perdita del S�.
Il pattern insicuro-ambivalente rilevato con la Strange Situation � caratterizzato dalla protesta molto angosciata alla separazione, che non viene eliminata con il ricongiungimento.Inibito nel gioco, il bambino tende ad alternare rabbia ed accondiscendenza verso una figura di attaccamento percepita come imprevedibile. L�esame delle osservazioni effettuate a casa ha dimostrato che le madri di questi bambini non erano particolarmente rifiutanti, ma erano comunque insesibili ai segnali e imprevedibili nelle risposte. I bambini del gruppo C appaiono quasi completamente assorbiti dalla figura di attaccamento e dai luoghi a essa circostanti[34] (� la loro strategia). Secondo Bowlby[35] il comportamento d�attaccamento in questi soggetti � abnormemente attivo. Secondo Liotti,[36] nel Modello Operativo Interno dell�attaccamento ambivalente la figura di attaccamento � rappresentata come imprevedibile nelle sue risposte, mentre il S� � rappresentato, ancora unitariamente, come disposto a manifestare con particolare energia e continuit� le proprie emozioni d�attaccamento, in modo da controllare i movimenti ( altrimenti imprevedibili) d�allontanamento dell�altra persona.
L�attaccamento disorganizzato o disorientato si deduce dalla difficolt� ad esibire un qualunque pattern di comportamento organizzato e orientato ad un fine. Questi bambini mostrano una serie di comportamenti incoerenti e paradossali, (freezing,[37]stereotipie, rigidit�, vigilanza, iperallerta ecc..) apparentemente afinalistici. Main e Solomon[38] hanno evidenziato che nei bambini inclassificabili nella Strange Situation il tema che pi� colpiva era la disorganizzazione, ovvero la manifesta contraddizione del movimento, che sembrava corrispondere a una contraddizione nell�intenzione o nel piano comportamentale. Il termine disorientato � stato impiegato anche per descrivere quel comportamento che, pur non essendo apertamente disorganizzato, indica tuttavia una mancanza di orientamento rispetto all�ambiente circostante (come rimanere immobilizzato con un espressione perplessa).Gli studi mirati ad identificare le costituenti il comportamento del genitore di figli disorganizzati hanno trovato una forte correlazione con l�esistenza di lutti o altri traumi non elaborati e irrisolti nella vita del caregiver verso il quale l�attaccamento risulta disorganizzato: un bambino pu� presentare un comportamento disorganizzato con l�uno ma non con l�altro genitore. I genitori del gruppo D sottoposti all�A.A.I. apparivano impegnati in problemi relativi alla perdita di un genitore, o altre figure significative, o in questioni personali molto gravi.[39]Secondo la Main[40] il trauma non risolto o il lutto il cui ricordo tende ad affiorare alla coscienza in modo frammentario ed imprevedibile crea nel genitore, che in quel momento sta accudendo il bambino, una espressione di paura che spaventer� il bambino incapace di identificarne la causa. Main e Hesse,[41] in un certo numero di casi, hanno accertato che le madri dei bambini D erano state colpite da un lutto grave e non risolto nell�anno precedente o successivo la nascita del bambino. In altri casi avevano subito delle gravi violenze fisiche o psicologiche durante l�infanzia da parte dei genitori.Secondo Main e Hesse[42] questi comportamenti disorganizzati sono correlati con la presenza di una figura di attaccamento che suscita paura., una figura di attaccamento che suscita paura ponendo al bambino un paradosso irresolubile a livello comportamentale, in quanto dovrebbe fuggire da essa in quanto fonte di pericolo, e contemporaneamente avvicinarla come rifugio sicuro.[43] Proprio perch� irrisolvibile in termini comportamentali, questo paradosso conduce all�evidente crollo delle strategie che si osserva nel comportamento disorganizzato|disorientato.[44]L�evidenza della ricerca porta a ritenere che con il passare del tempo il pattern disorganizzato tenda a confluire nei pattern evitante ed ambivalente.[45] Nel modello operativo interno del comportamento disorganizzato ogni unit� e coerenza rappresentativa � inesorabilmente e gravemente infranta.[46] Secondo Liotti[47]si pu� ipotizzare che l�esperienza di essere accudito da un genitore spaventato/spaventante si riflette in una tendenza a costruire rappresentazioni di S�-con-l�altro nell�attaccamento che sono molteplici e rispettivamente incompatibili, mutando continuamente fra polarit� rappresentative drammatiche del �salvatore�, del �persecutore� e della �vittima.� Liotti[48] rileva l�evidente somiglianza tra lo stile rappresentativo frammentato e contraddittorio che emerge nel modello operativo interno dell�attaccamento disorganizzato e quello che corrisponde agli esiti della scissione secondo il modello ipotizzato da Kernberg[49]: sia il modello di Kernberg sia la teoria dell�attaccamento rilevano infatti lo stile rappresentativo molteplice, contraddittorio e soprattutto non integrato, che caratterizza tanto il paziente borderline secondo Kernberg, quanto l�attaccamento disorganizzato. Tale disorganizzazione implica rappresentazioni opposte e non integrate di s� con l�altro � ovvero rappresentazioni di s�-oggetto scisse -, nonch� deficit nelle funzioni metacognitive e di autoregolazioni delle emozioni.
[1]Ainsworth, M.D.S., Bell, S.M., Stayton, D.J. (1974), �Infant-mother attachment and social development: Socialization as a product of reciprocal responsiveness to signals�, in Richards, M.P.M. (a cura di) �The Integration of a Child into a Social World�, Cambridge University Press, Cambridge, pp. 172-225
[2] Gorge, C., Kaplan, N., Main, M. (1985): �The Adult Attachment Interview�. Manoscritto non pubblicato. University of California, Berkely
[3]La Strange Situation pu� essere descritta, brevemente, come un �dramma� in miniatura della durata di venti minuti dove vengono osservati i comportamenti e le reazioni emotive del bambino in presenza della madre, al momento della separazione da questa ed in compagnia di un estraneo
[4] Introdotto successivamente (Main & Salomon) per classificare gli attaccamenti che non rientravano negli altri stili.
[6] Main, M., Hesse, E. (1992), Attaccamento disorganizzato/disorientato nell�infanzia e stati mentali dissociati dei genitori, in (a cura di) Ammaniti, M., Stern, D., Attaccamento e Psicoanalisi, La terza, Bari 1992
[8] Grossmann K. E., Grossmann, K., (1991), 2Il tipo di attaccamento come organizzatore delle risposte emozionali e comportamentali in una prospettiva longitudinale�, in Parhes, C., Stevenson-Hinde, J., (a cura di) �L�attaccamento nel ciclo della vita�, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1995
[12] De Wolff, M.S., van Ijzendoorn, M.H. (1997), Sensibilit� e attaccamento: un dibattito. in Carli L. (a cura di) Dalla diade alla famiglia, Raffaello Cortina Editore, Milano 1999
[13] In termini statistici questo significa che la �sensibilit� spiega solamente il 7% della varianza della sicurezza infantile.
[18] Fonagy, P., Steele, H., Moran, H., Sceele, M., Hittigitt, A. (1993), �Measuring the ghost inthe nursey: An empirical study of the relation bettween parent�s mental representations of childhood experiences and their infants� security of attchment.� In Journal of the American Psychoanalytic Association, 41, pp. 957-989
[21]Main, M. (1990), �Cross-Cultural studies of attachment organization: Recent studies, changing methodollogies and the concept of conditional strategies", Human Development
[22] Main, M., (in corso di stampa?), �Parental aversion to physical contact with the infant: stability, consequences and reasons�, in Brazelton T, B., ed. Touch, International Universities Press, New York
[23] Cassidy, J., Kobak, R. (1988), �Avoidance and its relations to other difensive process�, in Belsky, J., Nezworssky, T.. (a cura di), �Clinical Implication of attachment�, Erlbaum, Hillsdale, New York, cit in Ammaniti, Stern, 1992
[24] Fonagy, P., Target, M. (1995), �Comprendere il paziente violento: uso del corpo e ruolo del padre�. in Fonagy, P., Target, M. (a cura di), �Attaccamento e funzione riflessiva�, Raffaello Cortina, Milano 2001
[26] Fonagy, P., Steele, H., Moran, G., Steele, M., Higgit, A. (1992), �L�integrazione fra teoria psicoanalitica e lavoro sull�attaccamento: i processi psichici intergenerazionali�, in Ammaniti, M., Stern, D. (a cura di), �Attaccamento e Psicoanalisi�, La terza, Bari 1992
[27] Fraiberg, S. (1982), �Difese patologiche nell�infanzia�, in �Il sostegno allo sviluppo�, Raffaello Cortina Editore, Milano 1999, pp. 217-239
[28] E da sottolineare che i bambini presi in considerazioni erano stati sottoposti a gravi maltrattamenti
[30] Main, M., Kaplan, N., Cassidy, J.,(1985), �La sicurezza nella prima infanzia, nella seconda infanzia e nell�et� adulta: il livello rappresentazionali2, in Riva Crugnola, C. (a cura di), 2Lo sviluppo affettivo del bambino2, Raffaello Cortina Editore, Milano 1993
[31] Liotti, G. , �IL nucleo del disturbo borderline di personalit�: un ipotesi integrativa�. Visionato su: www.psycomedia.it
[33] Le Poire, B., Haynes, J., Driscoll, J., Driver, B,N., Wheelis, F., Hyde, M.K., Prochaska, M., R., �L�attaccamento come funzione delle tendenze ad avvicinare ed evitare i genitori e il partner�, in Carli L., (a cura di) �Dalla diade alla famiglia�, Cortina, Milano 1999
[36]Liotti G.(1992), �Disorganizzazione dell'attaccamento e predisposizione allo sviluppo dei disturbi funzionali della coscienza�, in M. Ammaniti e D.N. Stern (a cura di), �Attaccamento e psicoanalisi�, Editori Laterza, Roma
[38] Main, M., Solomon, J. (1986), �Discovery of a new, insecure-disorganized/disoriented attachment pattern2, in Brazelton, T. B., e Yogman M., (a cura di) 2Affective development in infancy�, Ablex, Norwood
[39] Ainsworth, M. D. S., Eichberg, C. (1991), �Effetti sull�attaccamento bambino-madre dell�lutto irrisolto della madre per una figura di attaccamento o di un�altra esperienza traumatica2, in Parkes C. M., Stevenson-Hinde J., Marris, P., (a cura di) �L�attaccamento nel ciclo di vita�, Il Pensiero Scientifico, Roma, 1995
[41] Main, M., Hesse, E (1990), �Parents unresolved traumatic experiences are related to infant disorganized attachment status: is frightened and/or frightening parental behavior the linking mechanism?� , in Greenberg M.T., Cicchetti, D., Cummings E.M. (Eds) 2Attachment in preschool years: theory, research, and intervention�, University of Chicago Press, Chicago
[43] Main, M.,(1981), �Avoidance in the service of attachment: a Working paper�, in Immelmann, K., Barlow, G., Petrinovitch, L., Main, M., (a cura di) �Behavisdhoral development: The Bielefeld interdisciplinary project�, Cambridge University Press, New York
[45] Crittenden, P. M. (1994), �Scrutando nella scatola nera: una disserzione esplorativa sullo sviluppo del s� nei bambini piccoli�, in Crittenden, P. M., 2Nuove prospettive sull�attaccamento. Teoria e pratica in famiglia ad alto rischio�. Guerini, Milano 1994