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Shopping Compulsivo
Lo Shopping Compulsivo è contraddistinto dalla tendenza
incontrollabile all’acquisto, generalmente la persona che ne
è affetta sperimenta uno stato di forte tensione che può
essere lenita solo cedendo all’impulso di comprare. Tale
tendenza ha delle ripercussioni negative che possono
compromettere, più o meno seriamente, i diversi ambiti della
vita della persona come quello finanziario, psicologico,
lavorativo, relazionale. Lo Shopping Compulsivo come entità
clinica ha una storia quasi centenaria visto che già nel
1915 Kraepelin ne aveva descritto le caratteristiche
fondamentali sotto il nome di “mania di comprare".
Attualmente la Dipendenza da Acquisti non è inclusa,
almeno come entità nosografica autonoma, nei manuali
diagnostici dei disturbi mentali ufficiali (come ad esempio
il DSM IV) anche se, alcuni studiosi americani, in
particolare il Dr Lorrin Koran, della Stanford University,
ha elencato i possibili criteri per poter
"diagnosticare" la dipendenza da Shopping:
-
Il denaro speso per gli acquisti è superiore alle
proprie possibilità economiche;
-
Gli acquisti sono frequenti all'interno di una stessa
settimana;
-
Gli acquisti effettuati sono fuori da ogni logica
motivazione. Qualsiasi cosa si acquisti è funzionale
solo a soddisfare un bisogno compulsivo.
-
Lo shopping risponde a un bisogno che non può essere
soddisfatto, per cui il mancato acquisto crea pesanti
crisi di ansia e frustrazione;
-
Il dedicarsi agli acquisti è un comportamento nuovo
rispetto alle abitudini precedenti.
Profilo
dello Shopper.
Circa l’85% dei Compulsive Buying è rappresentato da donne,
generalmente di classe media (impiegate, insegnanti,
segretarie, casalinghe) con un età media intorno ai 40 anni;
è significativo che in queste donne la tendenza
all’acquisto compulsivo, o comunque un rapporto complicato
con lo spendere, può già essere presente fin dall’
adolescenza. Per quanto riguarda gli oggetti acquistati si
può affermare che generalmente le donne prediligono gli
oggetti che richiamano l’ “immagine” ( abbigliamento,
cosmetici, scarpe, borse, gioielli ecc..) mentre gli uomini
“investono” sull’acquisto di oggetti che rappresentano il
potere o il prestigio (tecnologia, auto, moto, generi
sportivi ecc..). Per quanto riguarda gli oggetti acquistati
è importante sottolineare che essi quasi sempre perdono il
loro fascino subito dopo l’acquisto e non di rado vengono
regalati, riposti e mai utilizzati o, addirittura, buttati
via. Tale atteggiamento è spiegabile dal fatto che quasi
sempre la riduzione della tensione che precede l’acquisto è
seguita da sentimenti di colpa e vergogna, per cui si tende
ad occultare agli altri l’oggetto comprato. La relazione
conflittuale con l’oggetto acquistato è una riprova di come
la compulsione all’acquisto nasconda in realtà sentimenti di
vuoto, tristezza, inadeguatezza e, soprattutto, bassa
autostima. A tal proposito è utile esaminare le
“comorbilità” che più frequentemente accompagnano lo
Shopping Compulsivo; è infatti risaputo che la maggior parte
delle persone Dipendenti dagli Acquisti presenta, spesso con
esordio già nell’adolescenza, problematiche psicopatologiche
di diversa entità e gravita, in particolare allo Shopping
Compulsivo sono stati associati problematiche legate alla
Depressione, al
Disturbo Ossessivo-Compulsivo, al
Disturbo del Controllo degli Impulsi
e al
Disturbo Alimentare(soprattutto
Bulimia). Per quanto concerne la relazione tra Shopping
Compulsivo e Depressione sono da sottolineare alcuni aspetti
che confermano l’associazione tra le due entità cliniche:
· Sembra
che “l’impulso all’acquisto” sia innescato con maggior
probabilità da sentimenti correlati alla depressione ( di
entità lieve) come la tristezza, il senso di vuoto, la bassa
autostima, la frustrazione e la rabbia; in quest'ottica
l’Acquisto Compulsivo aumentando, almeno temporaneamente, i
sentimenti positivi come l’autostima, la gratificazione,
l’eccitazione, il senso del potere, sia in grado di
neutralizzare tali stati. In questa prospettiva il ricorso
all’acquisto compulsivo agisce, da un punto di vista
funzionale, come una classica dipendenza da sostanze (alcol,
droghe) che si auto-rinforza, in sorta di circolo vizioso,
proprio in virtù del temporaneo effetto di "benessere" che
produce.
·
In secondo luogo e da tenere in considerazione
il rapporto tra autostima e Shopping Compulsivo, a tal
proposito Faber e O’Guinn (1992) hanno riscontrato che le
persone “affette” da Shopping Compulsivo avrebbero una
autostima significativamente più bassa rispetto alla
popolazione generale.
· Una
terza associazione è confortata dalla ricerca farmacologica
che ha dimostrato come il trattamento con
antidepressivi (SSRI) sia in grado di ridurre
significativamente il comportamento compulsivo. Questi studi
rinforzano l’ipotesi che lo Shopping Compulsivo potrebbe
essere causato da un disequilibrio a livello cerebrale del
sistema serotoninergico che, come è risaputo, è implicato in
diversi disturbi psichiatrici tra cui la Depressione e il
Disturbo Ossessivo- Compulsivo.
A proposito di Disturbo Ossessivo-Compulsivo molti gli
autori sottolineano l’associazione tra il D.O.C. e lo
Shopping Compulsivo. L’impulso a comprare può infatti, in
alcuni casi, assumere le caratteristiche tipiche di un
ossessione, ovvero di un pensiero coercitivo, intrusivo,
spesso egodistonico che assedia continuamente la mente
dell'individuo il quale, per liberarsi dalla condizione di
disagio, mette in atto l’altra faccia della medaglia del
disturbo, ovvero la compulsione che, nello Shopping, si
concretizza nel comprare in maniera discontrollata ed
irrazionale. Inoltre, risulta palese come lo Shopping
Compulsivo abbia le caratteristiche tipiche del Disturbo del
Controllo degli impulsi, infatti le due patologie sono
accumulati dalla incapacità o estrema difficoltà a
dilazionare il comportamento, dalla scarsa tolleranza alla
frustrazione, dalla tensione crescente che impone la messa
in atto del comportamento, dalla gratificazione, seguita
spesso da pentimento e sensi di colpa, che accompagna il
passaggio all’atto. Infine va sottolineata l’associazione
tra Shopping Compulsivo e Disturbi Alimentari, soprattutto
Bulimia, che ci rimanda ancora ai sentimenti di bassa
autostima, di vuoto, noia, di non accettazione della propria
immagine, di conflitti più o meno simbolizzati con le figure
parentali il cui rapporto, specie nella fase adolescenziale,
risulta non poco difficoltoso. In conclusione va anche
sottolineata l’importanza della società nello stimolare ed
invogliare al consumismo più sfrenato promovendo e
giustificando di fatto il comportamento dello Shopper.