Disturbi Psichici e Nuove Dipendenze

a cura del 

  Dr Gaspare Costa

Psicologo - Psicoterapeuta in Formazione- SPC

 Inscritto all'Albo degli Psicologi  della Reg. Toscana n°5040  - P. IVA 01206950451 -

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Shopping Compulsivo

 

Lo Shopping Compulsivo è contraddistinto dalla tendenza incontrollabile all’acquisto, generalmente la persona che ne è affetta sperimenta uno stato di forte tensione che può essere lenita solo cedendo all’impulso di comprare. Tale tendenza ha delle ripercussioni negative che possono compromettere, più o meno seriamente, i diversi ambiti della vita della persona come quello finanziario, psicologico, lavorativo, relazionale. Lo Shopping Compulsivo come entità clinica ha una storia quasi centenaria visto che già nel 1915 Kraepelin ne aveva descritto le caratteristiche fondamentali sotto il nome di “mania di comprare". Attualmente la Dipendenza  da Acquisti  non è inclusa, almeno come entità nosografica autonoma, nei  manuali diagnostici dei disturbi mentali  ufficiali (come ad esempio il DSM IV) anche se, alcuni studiosi americani, in particolare il Dr Lorrin Koran, della Stanford University, ha elencato i possibili criteri per  poter "diagnosticare" la dipendenza da Shopping:

  • Il denaro speso per gli acquisti è superiore alle proprie possibilità economiche;

  • Gli acquisti sono frequenti all'interno di una stessa settimana;

  • Gli acquisti effettuati sono fuori da ogni logica motivazione. Qualsiasi cosa si acquisti è funzionale solo a soddisfare un bisogno compulsivo.

  • Lo shopping risponde a un bisogno che non può essere soddisfatto, per cui il mancato acquisto crea pesanti crisi di ansia e frustrazione;

  • Il dedicarsi agli acquisti è un comportamento nuovo rispetto alle abitudini precedenti.

 

Profilo dello Shopper.

Circa l’85% dei Compulsive Buying è rappresentato da donne, generalmente di classe media (impiegate, insegnanti, segretarie, casalinghe) con un età media intorno ai 40 anni; è significativo che in queste donne  la tendenza all’acquisto compulsivo, o comunque un rapporto complicato con lo spendere,  può già  essere presente  fin dall’ adolescenza. Per quanto riguarda gli oggetti acquistati si può affermare che generalmente le donne prediligono gli oggetti che richiamano l’ “immagine” ( abbigliamento, cosmetici, scarpe, borse, gioielli ecc..) mentre gli uomini “investono” sull’acquisto di oggetti che rappresentano il potere o il prestigio (tecnologia, auto, moto, generi sportivi ecc..). Per quanto riguarda gli oggetti acquistati è importante sottolineare che essi quasi sempre perdono il loro fascino subito dopo l’acquisto e non di rado  vengono regalati, riposti e  mai utilizzati o, addirittura, buttati via. Tale atteggiamento è spiegabile dal fatto che quasi sempre la riduzione della tensione che precede l’acquisto è seguita da sentimenti di colpa e vergogna, per cui si tende ad occultare agli altri l’oggetto comprato. La relazione conflittuale con l’oggetto acquistato è una riprova di come la compulsione all’acquisto nasconda in realtà sentimenti di vuoto, tristezza, inadeguatezza e, soprattutto, bassa autostima. A tal proposito è utile esaminare le “comorbilità” che più frequentemente accompagnano lo Shopping Compulsivo; è infatti risaputo che la maggior parte delle persone Dipendenti dagli Acquisti presenta, spesso con esordio già nell’adolescenza, problematiche psicopatologiche di diversa entità e gravita, in particolare allo Shopping Compulsivo sono stati associati problematiche legate alla Depressione, al Disturbo Ossessivo-Compulsivo, al Disturbo del Controllo degli Impulsi e al Disturbo Alimentare(soprattutto Bulimia). Per quanto concerne la relazione tra Shopping Compulsivo e Depressione sono da sottolineare alcuni aspetti che confermano l’associazione tra le due entità cliniche:

·        Sembra che “l’impulso all’acquisto” sia innescato con maggior probabilità da sentimenti correlati alla depressione ( di entità lieve) come la tristezza, il senso di vuoto, la bassa autostima, la frustrazione e la rabbia; in quest'ottica l’Acquisto Compulsivo aumentando, almeno temporaneamente, i sentimenti positivi come l’autostima, la gratificazione, l’eccitazione, il senso del potere, sia in grado di neutralizzare tali stati. In questa prospettiva il ricorso all’acquisto compulsivo agisce, da un  punto di vista funzionale, come una classica dipendenza da sostanze (alcol, droghe) che si auto-rinforza, in sorta di circolo vizioso, proprio in virtù del temporaneo effetto di "benessere" che produce.

·         In secondo luogo e da tenere in considerazione il rapporto tra autostima e Shopping Compulsivo, a tal proposito Faber e O’Guinn (1992) hanno riscontrato che le persone “affette” da Shopping Compulsivo avrebbero una autostima significativamente più bassa rispetto alla popolazione generale.

·        Una terza associazione è confortata  dalla ricerca farmacologica che ha  dimostrato come il trattamento con antidepressivi (SSRI) sia in grado di ridurre significativamente il comportamento compulsivo. Questi studi rinforzano l’ipotesi che lo Shopping Compulsivo potrebbe essere causato da un disequilibrio a livello cerebrale del sistema serotoninergico che, come è risaputo, è implicato in diversi disturbi psichiatrici tra cui la Depressione e il Disturbo Ossessivo- Compulsivo.

A proposito di Disturbo Ossessivo-Compulsivo  molti gli autori  sottolineano l’associazione  tra il D.O.C. e  lo Shopping Compulsivo. L’impulso a comprare può infatti, in alcuni casi, assumere le caratteristiche tipiche di un ossessione, ovvero di un pensiero coercitivo, intrusivo, spesso egodistonico che assedia continuamente la mente dell'individuo il quale, per liberarsi dalla condizione di disagio, mette in atto l’altra faccia della medaglia del disturbo, ovvero la compulsione che, nello Shopping, si concretizza nel comprare in maniera discontrollata ed irrazionale. Inoltre, risulta palese come lo Shopping Compulsivo abbia le caratteristiche tipiche del Disturbo del Controllo degli impulsi, infatti le due patologie sono accumulati dalla incapacità o estrema difficoltà a dilazionare il comportamento, dalla scarsa tolleranza alla frustrazione, dalla tensione crescente che impone la messa in atto del comportamento, dalla gratificazione, seguita spesso da pentimento e sensi di colpa, che accompagna il passaggio all’atto. Infine va sottolineata l’associazione tra Shopping Compulsivo e Disturbi Alimentari, soprattutto Bulimia, che ci rimanda ancora ai sentimenti di bassa autostima, di vuoto, noia, di non accettazione della propria immagine, di conflitti più o meno simbolizzati con le figure parentali il cui rapporto, specie nella fase adolescenziale, risulta non poco difficoltoso. In conclusione va anche sottolineata l’importanza della società nello stimolare ed invogliare al consumismo più sfrenato promovendo e giustificando di fatto il comportamento dello Shopper.

 

 

 

 

 

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