campo di grano con voli di corviDisturbi Psichici e Nuove Dipendenze

a cura del 

  Dr Gaspare Costa

Psicologo - Psicoterapeuta in Formazione- SPC

 Inscritto all'Albo degli Psicologi  della Reg. Toscana n�5040  - P. IVA 01206950451 -

 

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Schizofrenia

 

La Schizofrenia � un disturbo che dura almeno 6 mesi e implica almeno un mese di sintomi della fase attiva (per es., due [o pi�] dei seguenti sintomi: deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico, sintomi negativi). In questa sezione sono pure incluse le definizioni per i sottotipi della Schizofrenia (Paranoide, Disorganizzata, Catatonica, Indifferenziata e Residua).

 

 Principali Caratteristiche Diagnostiche:

  • I sintomi si possono concettualmente far ricadere in due ampie categorie: positiva e negativa. I sintomi positivi sembrano riflettere un eccesso o una distorsione di funzioni normali, mentre i sintomi negativi sembrano riflettere una diminuzione o una perdita di funzioni normali.

  • I sintomi positivi includono distorsioni o esagerazioni del contenuto di pensiero (deliri), della percezione (allucinazioni), del linguaggio e della comunicazione (eloquio disorganizzato), e del controllo del comportamento (comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico).

  • I sintomi negativi  riguardano restrizioni nello spettro e nell�intensit� delle espressioni emotive (appiattimento dell�affettivit�), nella fluidit� e nella produttivit� del pensiero e dell�eloquio (alogia), e nell�iniziare comportamenti finalizzati a una meta (abulia).Se i deliri sono giudicati bizzarri, questo solo sintomo � sufficiente per soddisfare il Criterio A per la Schizofrenia.

  • La Schizofrenia comporta disfunzione in una o pi� delle aree principali di funzionamento (per es., relazioni interpersonali, lavoro o scuola o cura di s�).

  •  Certi segni del disturbo devono persistere per un periodo continuativo di almeno 6 mesi. Durante questo periodo di tempo devono essere presenti per almeno 1 mese (o meno di 1 mese se i sintomi sono trattati con successo) i sintomi che soddisfano il Criterio A della Schizofrenia (la fase attiva).

  •  Il disturbo non � meglio giustificato da un Disturbo Schizoaffettivo o da un Disturbo dell�Umore Con Manifestazioni Psicotiche.

  • Il disturbo  e non � dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica generale

Fonte:

DSM-IV-TR Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali - Text Revision, 2002

 
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Caratteristiche del Disturbo

La Schizofrenia � un entit� clinica complessa ed articolata che compromette seriamente i diversi ambiti di funzionamento dell�individuo (lavorativo, sociale, interpersonale ecc.); generalmente la caratterizzazione sintomatologica e la gravit� del quadro dipende da diversi fattori  ( ad es. il  sottotipo, l� et� d�insorgenza, l�aderenza al trattamento, il  sostegno sociale ecc.) che concorrono a definire l�espressione individuale del disturbo. La sintomatologia � suddivisa in �positiva� e �negativa�: I sintomi positivi riflettono  un eccesso o una distorsione delle funzioni normali mentre i sintomi negativi riflettono una riduzione o la perdita di tali funzioni;  possono dunque essere presenti sintomi positivi  del contenuto di pensiero (deliri), della percezione (allucinazioni), del linguaggio e della comunicazione (eloquio disorganizzato), e del controllo del comportamento (comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico), e  sintomi negativi  ( le famose tre A)  che si manifestano nelle espressioni emotive (appiattimento dell�affettivit�), nella fluidit� e nella produttivit� del pensiero e dell�eloquio (alogia), e nell�iniziare comportamenti finalizzati a una meta (abulia). La schizofrenia pu� esprimersi con diverse manifestazioni psicopatologiche quali la fluttuazione dell�umore che pu� oscillare, anche repentinamente, da uno stato prevalentemente depressivo a forme ipertimiche o disforiche. Spesso la modulazione dell�affettivit� risulta inadeguata o incongrua, lo schizofrenico, specie nella forma Disorganizzata, pu� dar vita a tutta una serie di manifestazioni (verbali, mimiche, pantomimiche) affettive inadeguate rispetto al contesto. Attivit� normali � necessarie ( ad es. mangiare, vestirsi,  comunicare, uscire ecc.) possono essere compromesse dalla presenza di costruzioni deliranti, ad es. il soggetto  pu� temere che il cibo sia avvelenato o che i vestiti siano �abitati� da presenze maligne, che possono bloccarlo in uno stato di passivit� o di bellicosa attesa.

Le manifestazioni possono riguardare anche l�aspetto psicomotorio  che pu� oscillare dall�iperattivit� fino all�immobilismo assoluto, spesso sono presenti alterazioni motorie (per es., smorfie facciali, posture fisse, manierismi, comportamenti ritualistici);anche il normale ciclo sonno-veglia pu� essere compromesso o addirittura invertito, in questi casi l�individuo appare attivo ed energico durante la notte e tende a dormire durante il giorno. Il disturbo pu� inoltre essere caratterizzato dalla presenza di fobie, stati d�ansia generalizzati, preoccupazioni somatiche, derealizzazione/depersonalizzazione che possono assumere forme deliranti. Anche le manifestazioni comportamentali auto ed etero- aggressive rappresentato aspetti problematici del disturbo: in particolare la frequenza del  comportamento violento � pi� comune nei giovani adulti maschi che abusano  di sostanze, hanno alle spalle storie di violenze e presentano una scarsa aderenza al trattamento; il suicidio, che si presenta con una frequenza del 10%, � invece pi� comune nei soggetti maschi al di sotto dei 45 anni che presentano sintomi depressivi, altri fattori di rischio sono la recente dimissione ospedaliera e la disoccupazione. In ogni caso il rischio di suicidio nella popolazione schizofrenica � pi� alto che nella popolazione generale. Spesso alla Schizofrenia si accompagnano anedonia,  una generalizzata perdita di interesse e piacere, e problemi di attenzione e concentrazione.

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Schizofrenia Tipo Paranoide

La manifestazione fondamentale della Schizofrenia di Tipo Paranoide � la presenza di  deliri o allucinazioni uditive coerenti con il tema dominante che  tipicamente � rappresentato da un delirio di  persecuzione e/o di grandiosit�. I rapporti interpersonali sono tipicamente incentrati sulla polemica, la permalosit�, il sospetto e la diffidenza; in genere tali rapporti mancano di fiducia ed intimit� e si limitano ad una conoscenza superficiale, formale o artificiosa.  I deliri persecutori possono fomentare il rischio di suicidio mentre la concomitanza del tema della grandiosit� pu� spingere  il  soggetto a comportamenti violenti. A differenza di altre forme di Schizofrenia, il Tipo Paranoide � quello che consente un miglior adattamento funzionale, specie in ambito lavorativo e dell�autonomia.

 

Schizofrenia Tipo Disorganizzato

Il Tipo Disorganizzato si caratterizza per la marcata disorganizzazione dell�eloquio, del comportamento e dell�affettivit� che tipicamente  si presenta povera o incongrua. I sintomi produttivi, se sono presenti, risultano scarsamente organizzati e frammentati. In genere questo tipo di Schizofrenia ha un esordio insidioso e si innesta in  strutture di personalit� gi� depauperate.

Schizofrenia Tipo Catatonico

Il Tipo Catatonico  si caratterizza per un marcato disturbo psicomotorio che pu� manifestarsi con arresto motorio, negativismo,  attivit� motoria estrema, ecolalia, mutacismo. L�attivit� motoria estrema � afinalistica ed indipendente da fattori esterni. Il quadro pu� essere arricchito da altre manifestazioni quali stereotipie o manierismo.

Schizofrenia Tipo Indifferenziato

Il tipo Indifferenziato viene diagnosticato quando il quadro non soddisf� i criteri del Tipo Paranoide, Disorganizzato e Catatonico.

Schizofrenia Tipo Residuo

Il tipo Residuo viene diagnosticato quando il quadro attuale non presenta sintomi produttivi rilevanti ( e dopo almeno un episodio di Schizofrenia ben sviluppato) e i sintomi negativi(apatia, alogia, abulia) dominano il quadro. Questo tipo pu� rappresentare una via di mezzo  tra un episodio acuto e una remissione completa, anche se a volte il quadro pu� mantenersi stabile per molti anni.

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Trattamento Cognitivo Comportamentale dei Disturbi Psicotici

Le linee guida dell�approccio cognitivo comportamentale alla terapia delle psicosi sono finalizzate  ad integrare e completare altre strategie di intervento quali la terapia farmacologia (quasi sempre indispensabile), le attivit� di riabilitazione specifica, gli interventi psicoeducazionali e familiari. L�obiettivo principale che la terapia cognitivo comportamentale si propone di raggiungere nel trattamento delle psicosi � quello di aiutare il paziente a raggiungere  una maggiore comprensione dei propri sintomi e di conseguenza facilitarne il distanziamento critico rispetto ai contenuti e alle manifestazioni psicotiche (dispercezioni uditive, deliri, allucinazioni etc.). Il riconoscimento dei sintomi psicotici e gli  effetti da essi prodotti (sofferenza, distorsioni, angosce) rappresenta una condizione indispensabile affinch� il paziente possa iniziare a discriminare tra realt� e �fantasia� migliorando di conseguenza il proprio adattamento. Molto spesso i pazienti affetti da psicosi presentano grossi deficit nelle competenze metacognitive, ovvero nella capacit� di riconoscere i propri stati mentali e quelli degli altri; in questi pazienti la funzione riflessiva, ovvero la capacit� di riconoscere gli stati mentali dell�altro � gravemente compromessa e di conseguenza i rapporti interpersonali risultano gravemente danneggiati. Il miglioramento di queste capacit�, che la terapia cognitivo comportamentale persegue,  pu� aiutare il paziente non solo a distanziarsi rispetto ai sintomi psicotici ma anche a migliorare i   rapporti interpersonali e le abilit� con conseguente ripercussione positiva sulla qualit� della vita del paziente e dei familiari. Per quanto concerne il miglioramento delle abilit� sociali ed interpersonali � da sottolineare che l�intervento cognitivo comportamentale si avvale delle strategie del social skills training che sono finalizzate, attraverso l�apprendimento di abilit� specifiche, a ridurre l�isolamento sociale o l�emarginazione di chi � affetto da un disturbo psicotico-

Il trattamento cognitivo comportamentale dei disturbi psicotici  prevede  le seguenti fasi:

        in sede di assessment va indagato l�esordio del disturbo fino ad arrivare ad una minuziosa descrizione dello stato del momento; il compito principale di questa prima fase � quello di instaurare un buona alleanza terapeutica, formulare una diagnosi, comprendere i vissuti e le problematiche del paziente, dare informazioni circa la natura dell�intervento ( la terapia va sempre adattata al distrubo specifico del paziente);

         favorire l�elaborazione dell�esperienza psicotica;

        costruzione di un modello condiviso della malattia, questa strategia, oltre a facilitare l�alleanza terapeutica, permette al paziente di comprendere il significato dei  sintomi e  le  problematiche del disturbo  inoltre favorisce la sensazione di essere compreso

         facilitare le competenze metacognitive;

        acquisizione di competenze e tecniche  finalizzate a migliorare la gestione dei sintomi produttivi (deliri, dispercezioni), stimolare spiegazioni alternative rispetto alle idee deliranti, aiutare il paziente a comprendere il significato delle �voci�.

A chi rivolgersi

 

Da oggi � in rete:

www.attacchidipanico-ansia.it

Il Sito completamente dedicato agli Attacchi di Panico e ai Disturbi d'ansia

 

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