La Schizofrenia � un entit� clinica complessa ed articolata che compromette seriamente i diversi ambiti di funzionamento dell�individuo (lavorativo, sociale, interpersonale ecc.); generalmente la caratterizzazione sintomatologica e la gravit� del quadro dipende da diversi fattori ( ad es. il sottotipo, l� et� d�insorgenza, l�aderenza al trattamento, il sostegno sociale ecc.) che concorrono a definire l�espressione individuale del disturbo. La sintomatologia � suddivisa in �positiva� e �negativa�: I sintomi positivi riflettono un eccesso o una distorsione delle funzioni normali mentre i sintomi negativi riflettono una riduzione o la perdita di tali funzioni; possono dunque essere presenti sintomi positivi del contenuto di pensiero (deliri), della percezione (allucinazioni), del linguaggio e della comunicazione (eloquio disorganizzato), e del controllo del comportamento (comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico), e sintomi negativi ( le famose tre A) che si manifestano nelle espressioni emotive (appiattimento dell�affettivit�), nella fluidit� e nella produttivit� del pensiero e dell�eloquio (alogia), e nell�iniziare comportamenti finalizzati a una meta (abulia). La schizofrenia pu� esprimersi con diverse manifestazioni psicopatologiche quali la fluttuazione dell�umore che pu� oscillare, anche repentinamente, da uno stato prevalentemente depressivo a forme ipertimiche o disforiche. Spesso la modulazione dell�affettivit� risulta inadeguata o incongrua, lo schizofrenico, specie nella forma Disorganizzata, pu� dar vita a tutta una serie di manifestazioni (verbali, mimiche, pantomimiche) affettive inadeguate rispetto al contesto. Attivit� normali � necessarie ( ad es. mangiare, vestirsi, comunicare, uscire ecc.) possono essere compromesse dalla presenza di costruzioni deliranti, ad es. il soggetto pu� temere che il cibo sia avvelenato o che i vestiti siano �abitati� da presenze maligne, che possono bloccarlo in uno stato di passivit� o di bellicosa attesa.
Le manifestazioni possono riguardare anche l�aspetto psicomotorio che pu� oscillare dall�iperattivit� fino all�immobilismo assoluto, spesso sono presenti alterazioni motorie (per es., smorfie facciali, posture fisse, manierismi, comportamenti ritualistici);anche il normale ciclo sonno-veglia pu� essere compromesso o addirittura invertito, in questi casi l�individuo appare attivo ed energico durante la notte e tende a dormire durante il giorno. Il disturbo pu� inoltre essere caratterizzato dalla presenza di fobie, stati d�ansia generalizzati, preoccupazioni somatiche, derealizzazione/depersonalizzazione che possono assumere forme deliranti. Anche le manifestazioni comportamentali auto ed etero- aggressive rappresentato aspetti problematici del disturbo: in particolare la frequenza del comportamento violento � pi� comune nei giovani adulti maschi che abusano di sostanze, hanno alle spalle storie di violenze e presentano una scarsa aderenza al trattamento; il suicidio, che si presenta con una frequenza del 10%, � invece pi� comune nei soggetti maschi al di sotto dei 45 anni che presentano sintomi depressivi, altri fattori di rischio sono la recente dimissione ospedaliera e la disoccupazione. In ogni caso il rischio di suicidio nella popolazione schizofrenica � pi� alto che nella popolazione generale. Spesso alla Schizofrenia si accompagnano anedonia, una generalizzata perdita di interesse e piacere, e problemi di attenzione e concentrazione.
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Schizofrenia Tipo Paranoide
La manifestazione fondamentale della Schizofrenia di Tipo Paranoide � la presenza di deliri o allucinazioni uditive coerenti con il tema dominante che tipicamente � rappresentato da un delirio di persecuzione e/o di grandiosit�. I rapporti interpersonali sono tipicamente incentrati sulla polemica, la permalosit�, il sospetto e la diffidenza; in genere tali rapporti mancano di fiducia ed intimit� e si limitano ad una conoscenza superficiale, formale o artificiosa. I deliri persecutori possono fomentare il rischio di suicidio mentre la concomitanza del tema della grandiosit� pu� spingere il soggetto a comportamenti violenti. A differenza di altre forme di Schizofrenia, il Tipo Paranoide � quello che consente un miglior adattamento funzionale, specie in ambito lavorativo e dell�autonomia.
Schizofrenia Tipo Disorganizzato
Il Tipo Disorganizzato si caratterizza per la marcata disorganizzazione dell�eloquio, del comportamento e dell�affettivit� che tipicamente si presenta povera o incongrua. I sintomi produttivi, se sono presenti, risultano scarsamente organizzati e frammentati. In genere questo tipo di Schizofrenia ha un esordio insidioso e si innesta in strutture di personalit� gi� depauperate.
Schizofrenia Tipo Catatonico
Il Tipo Catatonico si caratterizza per un marcato disturbo psicomotorio che pu� manifestarsi con arresto motorio, negativismo, attivit� motoria estrema, ecolalia, mutacismo. L�attivit� motoria estrema � afinalistica ed indipendente da fattori esterni. Il quadro pu� essere arricchito da altre manifestazioni quali stereotipie o manierismo.
Schizofrenia Tipo Indifferenziato
Il tipo Indifferenziato viene diagnosticato quando il quadro non soddisf� i criteri del Tipo Paranoide, Disorganizzato e Catatonico.
Schizofrenia Tipo Residuo
Il tipo Residuo viene diagnosticato quando il quadro attuale non presenta sintomi produttivi rilevanti ( e dopo almeno un episodio di Schizofrenia ben sviluppato) e i sintomi negativi(apatia, alogia, abulia) dominano il quadro. Questo tipo pu� rappresentare una via di mezzo tra un episodio acuto e una remissione completa, anche se a volte il quadro pu� mantenersi stabile per molti anni.
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Trattamento Cognitivo Comportamentale dei Disturbi Psicotici
Le linee guida dell�approccio cognitivo comportamentale alla terapia delle psicosi sono finalizzate ad integrare e completare altre strategie di intervento quali la terapia farmacologia (quasi sempre indispensabile), le attivit� di riabilitazione specifica, gli interventi psicoeducazionali e familiari. L�obiettivo principale che la terapia cognitivo comportamentale si propone di raggiungere nel trattamento delle psicosi � quello di aiutare il paziente a raggiungere una maggiore comprensione dei propri sintomi e di conseguenza facilitarne il distanziamento critico rispetto ai contenuti e alle manifestazioni psicotiche (dispercezioni uditive, deliri, allucinazioni etc.). Il riconoscimento dei sintomi psicotici e gli effetti da essi prodotti (sofferenza, distorsioni, angosce) rappresenta una condizione indispensabile affinch� il paziente possa iniziare a discriminare tra realt� e �fantasia� migliorando di conseguenza il proprio adattamento. Molto spesso i pazienti affetti da psicosi presentano grossi deficit nelle competenze metacognitive, ovvero nella capacit� di riconoscere i propri stati mentali e quelli degli altri; in questi pazienti la funzione riflessiva, ovvero la capacit� di riconoscere gli stati mentali dell�altro � gravemente compromessa e di conseguenza i rapporti interpersonali risultano gravemente danneggiati. Il miglioramento di queste capacit�, che la terapia cognitivo comportamentale persegue, pu� aiutare il paziente non solo a distanziarsi rispetto ai sintomi psicotici ma anche a migliorare i rapporti interpersonali e le abilit� con conseguente ripercussione positiva sulla qualit� della vita del paziente e dei familiari. Per quanto concerne il miglioramento delle abilit� sociali ed interpersonali � da sottolineare che l�intervento cognitivo comportamentale si avvale delle strategie del social skills training che sono finalizzate, attraverso l�apprendimento di abilit� specifiche, a ridurre l�isolamento sociale o l�emarginazione di chi � affetto da un disturbo psicotico-
Il trattamento cognitivo comportamentale dei disturbi psicotici prevede le seguenti fasi:
� in sede di assessment va indagato l�esordio del disturbo fino ad arrivare ad una minuziosa descrizione dello stato del momento; il compito principale di questa prima fase � quello di instaurare un buona alleanza terapeutica, formulare una diagnosi, comprendere i vissuti e le problematiche del paziente, dare informazioni circa la natura dell�intervento ( la terapia va sempre adattata al distrubo specifico del paziente);
� favorire l�elaborazione dell�esperienza psicotica;
� costruzione di un modello condiviso della malattia, questa strategia, oltre a facilitare l�alleanza terapeutica, permette al paziente di comprendere il significato dei sintomi e le problematiche del disturbo inoltre favorisce la sensazione di essere compreso
� facilitare le competenze metacognitive;
� acquisizione di competenze e tecniche finalizzate a migliorare la gestione dei sintomi produttivi (deliri, dispercezioni), stimolare spiegazioni alternative rispetto alle idee deliranti, aiutare il paziente a comprendere il significato delle �voci�.
A chi rivolgersi
Da oggi � in rete:
www.attacchidipanico-ansia.it
Il Sito completamente dedicato agli Attacchi di Panico e ai Disturbi d'ansia
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