campo di grano con voli di corviDisturbi Psichici e Nuove Dipendenze

a cura del 

  Dr Gaspare Costa

Psicologo - Psicoterapeuta in Formazione- SPC

 Inscritto all'Albo degli Psicologi  della Reg. Toscana n�5040  - P. IVA 01206950451 -

 

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Teoria dell'Attaccamento

Le Basi della Teoria dell�Attaccamento

 a cura del Dr Gaspare Costa

La teoria dell'attaccamento sottolinea il ruolo centrale delle relazioni nello sviluppo dell'individuo, dalla nascita alla morte (Bretherton e Munholland, 1999)[1]. Postula che gli individui abbiano una tendenza innata a strutturare relazioni di attaccamento con le figure genitoriali primarie., che le relazioni di attaccamento abbiano la funzione di proteggere la persona attaccata, e che esse esistano in forma organizzata alla fine del primo anno di  vita.[2] Pur derivando dalla teoria delle relazioni oggettuali, �si fonda su un nuovo tipo di teoria dell'istinto� (Bowlby, 1969, p. 37)[3], attingendo dalla cibernetica, per i concetti di sistema comportamentale , di piano d'azione e di retroazione negativa , e dall'etologia, in particolare dagli studi di Lorenz sull' imprinting e dagli esperimenti di Harlow sulla privazione di cure materne riguardo ai macachi Rhesus nei primi mesi di vita. Bowlby, infatti, non era pienamente convinto della correttezza delle ipotesi prevalenti sull'origine dei legami affettivi avanzate nella prima met� del XX secolo, dove la teoria psicoanalitica sottolineava come il legame emotivo con la madre fosse una pulsione secondaria, basata sulla gratificazione dei bisogni orali.[4]

 Erano allora gi� disponibili i lavori di Lorenz[5] sulla reazione manifestata dagli anatroccoli, di seguire un essere umano, ma anche una scatola di cartone o un pallone. Queste ricerche dimostravano che in diverse specie animali pu� svilupparsi  un forte legame nei confronti di una specifica figura materna indipendentemente della richiesta di vicinanza dovuta ai soli i bisogni nutrizionali. Inoltre, Harlow[6] descritto la preferenza dei piccoli macachi rhesus per un soffice sostituto materno artificiale che fosse, per�, in grado di offrire unicamente calore, ,rispetto ad un freddo simulacro di ferro in grado di nutrirli. Le reazioni delle piccole scimmie di Harlow che, private della presenza della madre di stoffa �attraversano correndo la stanza e si buttano a faccia in gi�, comprimendosi convulsamente la testa ed il corpo ed esprimendo con grida lamentose il loro sconforto� (Harlow, 1961)[7], sembravano anch'esse dimostrare una predisposizione innata al contatto; un contatto, che v� oltre la soddisfazione dei bisogni alimentari.  Infatti, la teoria dell'attaccamento �postula che la funzione biologica di questo comportamento sia la protezione, in particolare la protezione dai predatori.�[8] Il mantenersi vicino ad un caregiver aumenta, infatti, la sicurezza e la capacit� di esplorare l'ambiente, consentendo inoltre l'interazione sociale e la difesa. Recentemente Fonagy[9]ha ipotizzato che la funzione pi� importante dell�attaccamento consiste  nel creare un ambiente relazionale necessario per la nascita dei processi di mentalizzazione. Studiando il comportamento dei piccoli di scimmia e dei bambini nei primi stadi dello sviluppo, in relazione alla madre ed all'ambiente, Bowlby pot� notare la presenza degli stessi schemi di comportamento in specie diverse. In particolare, prov� che in presenza della madre il piccolo esplora l'ambiente circostante ed intrattiene  una qualche forma di relazione con i membri della famiglia o del gruppo.

Nel momento in cui il piccolo avverte una causa di pericolo l'esplorazione lascia il posto all�attaccamento ritornando prontamente dalla madre per riceverne conforto e protezione. Per potersi garantire questa sicurezza, il piccolo tende a rimanere vicino alla madre e protesta energicamente  se ne viene separato. Dal fertile terreno dell'etologia, dunque, Bowlby[10] ricav� le dovute analogie tra il comportamento dei piccoli primati  e quello dei bambini, arrivando alla conclusione che ci� che egli defin� sistema comportamentale di�attaccamento, finalizzato alla ricerca e al mantenimento della vicinanza ad un altro individuo, era da interpretarsi in chiave evoluzionistica come un sistema promosso dalla filogenesi con lo scopo di proteggere i piccoli dai pericoli e tenerli a stretto contatto con la figura che li accudisce, e non solo per il loro nutrimento. Il comportamento di attaccamento venne invece definito da Bowlby[11]�Come quella forma di comportamento che si manifesta in una persona che consegue o mantiene una prossimit� nei confronti dell�altra, chiaramente identificata, ritenuta in grado di affrontare il mondo in modo adeguato. Questo comportamento diventa evidente ogni volta la persona � spaventata, affaticata o malata, e si attenua quando si ricevono conforto e cure.�

A questo punto, per concludere questa breve introduzione, � possibile tracciare le quattro caratteristiche che distinguono una relazione di attaccamento da altre relazioni sociali: la ricerca e il mantenimento della vicinanza fisica, l' angoscia da separazione dalla figura d'attaccamento e l'uso di questa come rifugio e come base sicura.[12]

Da oggi � in rete:

www.attacchidipanico-ansia.it

Il Sito completamente dedicato agli Attacchi di Panico e ai Disturbi d'ansia

consultazione tesi integrale: http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=17235

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1 Bretherton I., e Munholland  K.A. (1999),.�Modelli operativi interni nelle relazioni di attaccamento. Una revisione teorica�, in  Cassidy J. e Shaver P.R. (a cura di), �Manuale dell'attaccamento: teoria, ricerca e applicazioni cliniche� (pp. 101-126), Giovanni Fioriti Editore, Roma 2002.

[2] Crittenden P.M. (1999). �Attaccamento in et� adulta: l'approccio dinamico-maturativo all'Adult Attachment Interview� ,: Raffaello Cortina Editore, Milano

[3] Bowlby, J. (1969). !Attaccamento e perdita�. Vol. 1: �L'attaccamento alla madre�,  p. 37 Boringhieri, Torino 1972

[4] Vedi nota n� 76, cap.1, pag, 22

[5] Lorenz, K.Z. (1935).� Der Kumpan in der Umvelt des Vogels� , in. Journal f�r Ornithologie , 83 , p. 137-213.

[6] Harlow, H.F., e Zimmermann, R. R. (1959). ��Affectional responses in the infant monkey�, in1 Science , 130 , p. 421-432. 1

[7] Harlow , H.F. (1961). �The development of affectional patterns in infant monkeys�, in Foss B.M. (a cura di), �Determinants of Infant Behaviour�, Vol. 1. London : Methuen ; New York : Wiley.

[8] Bowlby, J. (1988),  �Una base sicura�, p. 3, Raffaello Cortina Editore, Milano 1989

[9] Vedi nota n� 76 cap. 1 pag. zz

[10] Vedi nota n� 3, cap. 2, pag. 30

[11] Vedi nota n� 8, cap. 2, pag. 31, op. cit. p.

[12] Ainsworth, M.D.S. (1989), �Gli attaccamenti oltre l�infanzia�, in Adolescenza, 1992 v.3, n.2; p. 127-143

 

 

 

 

 

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