La Klein[1] ha ipotizzato che il primo rapporto che il bambino stabilisce con il mondo esterno e con la realt� si realizza attraverso le fantasie sadiche dirette all�interno del corpo materno: il bambino fantastica che all�interno del corpo materno si trovano una serie di oggetti - le feci, i bambini, il latte, il pene paterno ecc.. � che, secondo le prime �teorie sessuali� infantili, vengono incorporate all�interno del corpo della madre durante il coito. L�equivalenza tra mondo esterno, realt� e corpo della madre � confermata in un altro scritto[2] nel quale si rileva come, sulla spinta del sadismo il bambino si impossessi inizialmente del seno e poi, man mano, dell�intero corpo della madre (ritenuto ricolmo di molti oggetti) che coincider� con l�oggetto e il mondo esterno.
La tendenza e le fantasie corrispondenti a ciascuna delle fasi libidiche condizioneranno l�emergere di identificazioni proiettive con contenuti orali, anali, uretrali e genitali, che conferiranno modalit� specifiche alle relazioni con l�oggetto. L�interesse che M. Klein rivolge all�angoscia e al suo ruolo nello sviluppo delle relazioni d�oggetto consente di operare un grande salto di qualit� rispetto al punto di vista freudiano. L�inferenza della Klein circa l�esistenza di un�angoscia antecedente la stessa sessualit� e di conseguenza l�inferenza di affetti operanti sin dai primi momenti dell�esistenza, e non semplicemente di origine e di natura endogena, ma da subito relazionale, ha consentito di sottolineare come l�oggetto sia sin dall�inizio investito di affetti, soprattutto di amore e di odio, attivamente �scissi�, e �proiettati� per non esserne travolto.
L�introiezione assume una grande importanza ai fini dei processi proiettivi. In particolare, secondo l�ottica kleniana, il buon seno introiettato agisce, nella strutturazione dell�Io, come punto focale da cui possono essere proiettati i buoni sentimenti; e questa � la prima condizione perch� si formi un Io integrato e stabile, nonch� buoni rapporti oggettuali.
Un buon oggetto stabilito in modo sicuro conferisce all�Io una sensazione di ricchezza e abbondanza che permette di proiettare libido e parti buone del S� nel mondo esterno senza paura di sentirsi svuotato. L�Io pu� allora anche reintroiettare l�amore proiettato, o cose buone da altre fonti, sentendosi arricchito da tutto il processo.[3] - E� evidente l�affinit� tra questa conclusione e l�attaccamento sicuro descritto dai teorici dell�attaccamento.
Un altro teorico che ha contribuito profondamente a trasformare il modello psicoanalitico degli affetti, attribuendo un valore decisivo all�oggetto e alla relazione � stato Fairbairn,[4] il quale sostiene che la spinta motivazionale di base non � la gratificazione ma l�interazione, non � il piacere ma il contatto. Questo autore ha cercato di elaborare un quadro di riferimento capace di descrivere le determinanti motivazionali del legame con l�oggetto, concepito come qualcosa di diverso da un oggetto pulsionale. Pur conservando l�idea di pulsione sessuale, Fairbairn ha cercato di dimostrare come la libido non sia primariamente ricerca di piacere, ma ricerca d�oggetto.
Ma mentre la Klein dirige la sua attenzione sull�angoscia e le sue vicende, Fairbain pone l�accento sullo sviluppo dell�Io in rapporto agli oggetti. Anche Winnicott ha avuto, ed ha una grande importanza in quell�area della ricerca psicoanalitica che sostiene la �funzionalit� relazionale dell�oggetto, l�importanza degli affetti (delle cure materne) e la centralit� del S�. Mentre per la Klein la natura delle relazioni oggettuali e lo sviluppo dell�Io si originano dalla quantit� e dalla qualit� del carico pulsionale, per Winnicott � fondamentale la corrispondenza dell'oggetto, cio� la capacit�/possibilit� dell'oggetto di corrispondere ai bisogni del bambino in quel particolare momento. Quindi lo sviluppo infantile � determinato dalle cure materne e dai suoi rappresentanti simbolici. Da qui il concetto di "preoccupazione materna primaria", di "unit� madre-bambino,"di "oggetto soggettivo".
L'oggetto soggettivo "� il primo oggetto che non � stato ancora ripudiato come non me", � l'oggetto inizialmente esperito come estensione del S�. Il legame oggettuale � paragonato da Winnicott all'identificazione primaria. La relazione con gli oggetti-scrive in "Comunicare e non comunicare[5]"- "� un fenomeno complesso"."Lo sviluppo di una capacit� di mettersi in rapporto con gli oggetti non riguarda semplicemente il processo maturativo. Come sempre, la maturazione richiede facilitazioni ambientali e dipende dalla loro qualit�. E' solo gradualmente che l'oggetto, inizialmente esperito come fenomeno soggettivo, diventa un oggetto percepito obiettivamente." Anche per M. Balint[6] la psicoanalisi necessita di una esauriente teoria delle relazioni oggettuali, assimilabile ma distinta dal modello pulsionale freudiano. In particolare, Balint considerava quei fenomeni scoperti dalla psicoanalisi quali il sadismo, l'analit�, l'oralit�, il complesso edipico negativo come il risultato di vissuti la cui spiegazione riconduce alla storia personale del bambino; nello specifico"nell'assenza di una rispondenza buona e affettuosa "da parte degli adulti. Balint � convinto che sin dalla nascita il bimbo viene a trovarsi in uno stato di stretta relazionalit� con il suo ambiente primitivo.