Da quando e apparso chiaro che le esperienze di relazione nell�infanzia influenzano lo stile di personalit� e di relazione nell�et� adulta, si � accresciuto l�interesse per le rappresentazioni dell�attaccamento nell�et� adulta e le modalit� di trasmissione dell�attaccamento. Gli studi che hanno esaminato le concordanze tra l�attaccamento adulto e quello infantile hanno fornito risultati preliminari sorprendenti: Main e Goldwyn[1] (in corso di stampa) hanno riferito che il 76% delle coppie madre-bambino e il 69% delle coppie padre-bambino risultavano in accordo anche se l� A.A.I. era stata somministrata cinque anni dopo la Strange Situation (la concordanza � specifica: madri autonome e bambini sicuri, madri distanzianti e bambini evitanti, madri preoccupate e bambini resistenti.
Un passo determinante per la comprensione dell�attaccamento nell�et� adulta fu il cosiddetto �spostamento al livello della rappresentazione� formulato da Gorge, Kaplan & Main.[2] Questi autori hanno elaborato un questionario semistrutturato, la Adult Attachment Interview (AAI),[3] nel corso della quale viene chiesto ai partecipanti di descrivere e di valutare le relazioni di attaccamento nell�infanzia, la perdita di figure di attaccamento, le separazioni da tali figure e gli effetti di queste esperienze sul loro sviluppo e sulla loro personalit�.
La tecnica � stata descritta come un tentativo di �sorprendere l�inconscio�,[4] ed un rapido sguardo alla sua organizzazione mette in luce come l�intervista ponga pi� volte l�intervistato di fronte al rischio di contraddirsi o di non riuscire a convalidare affermazioni precedenti o successive.Bench� molti adulti abbiano avuto disparate esperienze di tipo diverso con le diverse figure di attaccamento, ogni intervista, trascritta parola per parola, pu� essere attendibilmente classificata, per quanto riguarda lo << lo stato mentale nei confronti dell�attaccamento>> in un�unica tipologia.[5]- Con l�utilizzo dell�AAI si assiste a uno spostamento dell�attenzione dalla descrizione �obiettiva� delle esperienze dell�infanzia alla rappresentazione attuale di tali esperienze e dal contenuto della memoria autobiografica alla forma in cui viene rappresentata la propria autobiografia.[6]
La AAI si basa su due assunti 1) la memoria autobiografica altro non � che la ricostruzione in atto del proprio passato rivisitato dalle nuove esperienze; 2) la rimozione, la scissione e l�idealizzazione del passato, e in modo particolare delle esperienze negative risalenti all�infanzia, esistono e possono essere analizzate studiando separatamente la forma ed il contenuto dei resoconti autobiografici di natura narrativa.[7] L�A.A.I. si basa, dunque, sull�analisi della coerenza del linguaggio ed ha come punto di riferimento il �principio di cooperazione� elaborato da Grice,[8] il quale definisce razionale e coerente un discorso che sia conforme, ossia aderente a quattro regole, cosi riassumibili.
Qualit�:che contempla l�essere veritieri e fornire le prove di quanto si dice. Per cui questo criterio � violato quando una persona � vaga, mostra contraddizioni fattuali o logiche e rapide oscillazioni del proprio punto di vista.
Quantit�: che si riferisce alla sintesi, associata dalla esaustivit�. Per cui questo criterio � violato quando il soggetto fornisce troppe o troppe scarse informazioni.
Attinenza: che concerne la pertinenza con l�argomento. Per cui il criterio � violato quando il narratore va fuori tema o compie illogici balzi temporali dal passato al presente o viceversa.
Modo: che prevede chiarezza e ordine. per cui il criterio � violato qualora il soggetto usi gergo, parole prive di contenuto, espressioni bizzarre, periodi molto lunghi senza pausa.
L�individuazione di una specifica organizzazione del linguaggio, attraverso la tecnica dell�analisi del discorso, permette di definire lo stato mentale dell�individuo in relazione all�attaccamento.[9]Sono stati cosi evidenziati i seguenti pattern di attaccamento adulto:
Adulti con attaccamento sicuro (F).Lo stato della mente del parlante in relazione all�attaccamento e� classificato come sicuro autonomo quando, indipendentemente dal fatto che la storia della sua vita sembri positiva o negativa, la presentazione e valutazione delle esperienze � intrinsecamente coerente e le risposte sono chiare, rilevanti, e ragionevolmente succinte.[10]
Adulti con attaccamento dismissing (D). Lo stato della mente di un soggetto � classificato come distaccato-svalutante quando viene violata la massima della qualit� di Grice,[11]nel senso che i termini positivi utilizzati per descrivere i genitori non vengono suffragati o vengono contraddetti. Questi soggetti, spesso non rispettano la massima della quantit�, in parte perch� insistono sulla mancanza di ricordi.
Adulti con attaccamento preoccupied (E). Le trascrizioni vengono giudicate come preoccupate invischiate quando il parlante manifesta un� apprensione confusa, rabbiosa o passiva nei confronti delle figure di attaccamento ed � altamente non collaborativo. Le violazioni della massima di modo includono l�uso di un gergo psicologico, di parole senza senso e un linguaggio infantile. I soggetti vengono identificati come preoccupati anche attraverso le violazioni della massima della rilevanza e della quantit�.
Adulti con attaccamento unresolved (U). Sia tra i soggetti classificati come autonomi, come distaccati-svalutanti o come preoccupati, vi sono individui che manifestano, attraverso l�incoerenza del discorso circa uno specifico evento traumatico ( in genere la perdita di un caro), di non aver ancora esaurito il lutto. Questi soggetti sono stati classificati come irrisolti (U) (da unrresolved).
Tale classificazione aggiuntiva viene sovraordinata alla classificazione originaria.[12]
[3] L�A.A.I. � un intervista semistrutturata, semiclinica, composta da 15 domande, che si propone di mettere a fuoco le prime esperienze di attaccamento della persona e i loro affetti. Nella fase iniziale dell�intervista si chiede al soggetto di indicare i cinque aggettivi che meglio descrivono il rapporto con ognuno dei genitori durante l�infanzia. si chiede quindi al soggetto, per ognuno degli aggettivi scelti, di riferire alcuni ricordi di avvenimenti che li esemplificano. Si chiede poi al soggetto di raccontare cosa faceva, da piccolo, quando era turbato; a quale dei due genitori pensava di essersi sentito pi� vicino e perch�; se aveva mai provato la sensazione di venire respinto o (in seguito) minacciato dai genitori in qualche modo; per quale motivo i genitori si erano comportati in quello specifico modo; come era cambiato nel corso del tempo il rapporto con i genitori; come queste prime esperienze (comprese le esperienze di gravi perdite nell�infanzia fino al momento attuale) avevano influenzato il funzionamento adulto e di personalit�.
[5]Main, M., Goldwyn R. (1996), �Adult Attachment Scoring and Classification System�. Unpublished manuscript. Barkekey: University of California
[6] Van Ijzendoorn, M. H.,Bakermans-Kranenburg M. J. (...), �Trasmissione intergenerazionale dell�attaccamento:una prospettiva contestuale�, in Carli L. (a cura di), �Dalla diade alla famiglia�, Cortina, Milano 1999
[10] Main, M., �Una visione d�insieme sulla teoria dell�attaccamento�, in Carli, L (a cura di)., �Dalla diade alla famiglia�, Raffaello Cortina, Milano 1999