Oltre al �lutto� legato alla trasformazione fisica l�adolescente deve far fronte ad un�altra grave �perdita� connessa al ridimensionamento delle figure genitoriali, considerate onnipotenti durante l�infanzia.
Questo distacco dall�autorit� genitoriale necessit� dell�elaborazione di un �lutto�, sia per l�adolescente, che deve sostituire le figure di riferimento infantili che costituiscono la fonte principale delle proprie identificazione e quindi, in ultima analisi, della propria identit�, sia per i genitori che, per la prima volta, vedono ridimensionato il loro ruolo di figure onnipotenti[1].
Freud[2] nei �Tre saggi� aveva fatto notare che uno degli aspetti pi� dolorosi connesso all�avvento della pubert� fosse legato al distacco dall�autorit� genitoriale. Anche se, secondo l�autore:�E� fuori dubbio che qualsiasi scelta d�oggetto � basata, anche se meno rigidamente, su questi prototipi.� Il distacco dall�autorit� parentale � dunque visto, dall�autore �dei tre saggi,� come un processo necessario, anche se doloroso, che consente all�individuo di proiettarsi nella vita adulta.
Secondo Kestemberg,[3] il rigetto degli oggetti genitoriali, di s� in quanto essere sessuato e dunque delle identificazioni con il genitore dello stesso sesso e dei legami con quello del sesso opposto, genera una angoscia ancora pi� profonda di quella indotta dal conflitto edipico proprio perch� ha a che fare con la coesione della propria persona e quindi della propria identit�. Secondo l�autrice, il rifiuto brutale degli ideali e delle immagini parentali pu� comportare una svalutazione personale e una ferita narcisistica in quanto, l�individuo, si era �costruito� secondo questi ideali e queste immagini �onnipotenti.�
Dal punto di vista oggettuale la rinuncia all�onnipotenza delle figure genitoriali, che si era costituita durante l�infanzia, comporta quella che Gedance[4] ha definito una normale depressione evolutiva che l�adolescente sperimenta sia per la perdita del �rifugio materno� sia, in un secondo momento, per la definitiva rinuncia all�oggetto edipico che si realizza alla fine del periodo adolescenziale. La depressione, a differenza della depressivit�, � considerata fisiologica ed � relativa alla perdita oggettuale avvenuta; il suo riconoscimento e la sua elaborazione sono fattori indispensabili al fine della sostituzione dell�oggetto perduto con un nuovo oggetto.
La maturazione genitale e la riattivazione della pulsione sessuale determina nell'adolescente la riedizione del conflitto edipico: accettare il proprio essere sessuati , a livello inconscio, significa nuovamente diventare rivali del genitore dello stesso sesso.
Si sviluppano cos� sentimenti di colpa per sfuggire ai quali il ragazzo respinge le immagini genitoriali.[5]
Secondo Anna Freud [6] l�adolescente � impegnato in una dura lotta emozionale che lo porter� a staccarsi dagli oggetti parentali per investire nuovi oggetti; le cotte e le storie d�amore, cosi frequenti nel periodo adolescenziale, sono indici del travaglio della libido. Secondo l�autrice, un certo lutto per gli oggetti del passato � inevitabile. Per Blos,[7] il disinvestimento degli oggetti d�amore infantili che si manifesta in adolescenza � parte integrante del processo di individuazione che caratterizza questa et�.. L�autore interpreta l�adolescenza come un secondo processo di separazione-individuazione inteso come un processo di distanziamento, che appartiene al mondo interno, che consente l� accesso al pensiero autonomo e alle capacit� di rappresentazione. Cos�, come ha scritto la Mahler,[8] la separazione non � solo un fatto fisico, ma � la realizzazione intrapsichica dell�essere separati, del fatto cio� di non partecipare allo stesso sistema di desideri e di gratificazioni, e frustrazioni della madre o di un suo sostituto.
La separazione-individuazione denota una riorganizzazione interna, strutturale, che pu� verificarsi solo a condizione che il soggetto sia in grado di rappresentarsi e pensare a se stesso con confini propri, come entit� separata nel mondo degli altri e, in ogni modo, capace di relazionarsi al mondo. Blos[9] evidenzia come l�individuazione si accompagni, in questo periodo evolutivo, a sentimenti di abbandono e confusione e, per portare a termine tale processo, si devono compensare le perdite, trovare nuovi punti di riferimento e individuare nuovi oggetti d�amore. A questo proposito, Blos scrive: "Il fine di questa rottura interna col passato scuote la vita emozionale dell'adolescente; per questo motivo questa rottura lo introduce verso orizzonti sconosciuti, suscita speranze e genera paure."
Per Ladame,[10] il distacco dalle figure genitoriali e il lutto che ne consegue, per la perdita della �protezione materna�, rappresenta, assieme alla riattivazione delle tematiche edipiche, uno dei compiti psichici fondamentali che l�adolescente deve affrontare.
Lidz[11] sottolinea come la conflittualit� tra l�adolescente e i propri genitori sia un processo del tutto normale: l�adolescente deve convincersi e, soprattutto, convincere i propri genitori, che adesso egli non � pi� un bambino e che quindi anche il loro rapporto va rinegoziato. L�autore rileva come il rapporto genitori figli adolescenti vada incontro ad un paradosso, da un lato,infatti, l�adolescente ha bisogno di superare l�immagine dei genitori perfetti che si era costruito durante l�infanzia, dall�altro per� ha bisogno sia di un genitore con cui possa identificarsi sia di un genitore che possa nutrire i suoi bisogni narcisistici. In sostanza, l�adolescente deve �spezzare� il proprio rapporto con i genitori, almeno quello stabilitosi durante l�infanzia, per costruire la propria identit� d�adulto, ma per fare ci� ha bisogno di attingere dal proprio romanzo familiare. Il passaggio all�identit� �adulta� presuppone, normalmente, la �sostituzione� del legame con i genitori con una relazione stabile e appagante con un membro dell�altro sesso.
Secondo Kestemberg,[12] le nuove relazioni d�oggetto che l�adolescente instaura gli serviranno da supporto per le successive interiorizzazioni e identificazioni. Secondo l�autrice, gli adolescenti in questo periodo sono alla ricerca di un Ideale dell�Io, di una immagine soddisfacente di se stessi, di un�immagine che sia cio� capace di fornire loro un sostegno narcisistico.
Come scrive Blos:[13] la pubert� ha spinto in avanti il giovane adolescente e la sua ricerca di relazioni d'oggetto; durante l�adolescenza vera e propria, la ricerca di oggetti eterosessuali legati all'abbandono di posizioni narcisistiche e bisessuali caratterizza lo sviluppo psicologico di questo periodo.
Il tema del narcisismo � centrale nelle dinamiche che accompagnano il processo adolescenziale:a causa del disinvestimento degli oggetti genitoriali, infatti, si generer� una fame di oggetti e di identificazioni che � caratteristica di questa et� della vita. La patologia narcisistica, molto comune nell�et� adolescenziale, e i conflitti edipici irrisolti costituiscono, secondo Kernberg,[14] per entrambi i sessi, i principali ostacoli ad una relazione stabile e pienamente appagante con un membro del sesso opposto che possa sostituire il legame con i genitori. In particolare, secondo l�autore, il mancato conseguimento di una piena identificazione genitale con la figura parentale dello stesso sesso costituisce l�elemento essenziale che causa questo deficit relazionale.
E, per�, importante evidenziare come i modelli genitoriali non siano rifiutati in modo definitivo: verso la fine dell'adolescenza, quando il ragazzo sar� diventato maggiormente autonomo, saranno recuperati in modo cosciente e faranno parte del suo bagaglio esperenziale. Tali modelli ovviamente, con tutti i loro contenuti di regole, norme e stili comportamentali, saranno, per�,mediati dalle esperienze che l'adolescente ha sviluppato nel corso degli anni con altri adulti significativi.
[11] Lidz Th.: �The adolescent and his family�, in �Adolescence: psychosocial perspectives� (G. Caplan, S.Lebovici, Ed) Basic Books, New York, 1969, pp. 105--112