IL pensiero di Freud in merito allo sviluppo delle relazioni interpersonali pu� essere sintetizzato nella seguente frase: �L�amore nasce dal bisogno, soddisfatto, di cibo[1]�. Secondo il padre della psicoanalisi, le dinamiche relazionali sono il risultato delle vicissitudini pulsionali, il bambino si �attacca� alla madre perch� quest�ultima, con la sua funzione di nutrice, gratifica i suoi bisogni orali. E� in questo senso che l�assenza della madre � percepita dal bambino come una situazione pericolosa. Tuttavia, pur essendo l'attenzione di Freud rivolta, in origine, alle pulsioni sessuali e alle loro manifestazioni, talch� la scelta dell'oggetto sembra occupare, nel suo pensiero, uno spazio relativamente secondario, nei �Tre Saggi,�[2] in una nota aggiunta nel 1910, cos� si esprime:"La differenza pi� incisiva tra la vita amorosa del mondo antico e quella nostra risiede nel fatto che l'antichit� sottolineava la pulsione, noi invece sottolineiamo il suo oggetto. Gli antichi esaltavano la pulsione ed erano disposti a nobilitare con essa un oggetto inferiore, mentre noi non stimiamo l'attivit� pulsionale di per se e la giustifichiamo soltanto per le qualit� eminenti dell'oggetto". E� evidente che in questo brano, come del resto nella�Metapsicologia,�[3]Freud parla dell'oggetto come oggetto esterno, come oggetto della realt� esterna, anche se ha cura, pi� volte, di includervi il corpo o parti di esso. La pi� importante funzione assegnata all�oggetto, (cosi come questo viene concepito da Freud in questo periodo) � quella connessa alla scarica delle pulsioni. In questa ottica vi � stato chi, per es. Imbasciati,[4]ha sostenuto che l'oggetto, nella teoria freudiana, esiste in quanto investito dalle pulsioni, una specie di appendice creata dalla pulsione stessa.
Oltre a questa posizione riduzionista ne � comunque presente un'altra, come in "Dora,"[5]dove si fa strada l'idea di un "oggetto" che pur svolgendo la funzione di scarica e di catalizzatore della scarica pulsionale, prelude alla convinzione che l'oggetto non sia solo "esterno" ma anche interno. Tale � infatti l'oggetto del transfert, cio� di quella particolare relazione analista-analizzando la cui origine va fatta risalire all'infanzia, il cui contenuto appartiene pi� alla realt� psichica che alla realt� esterna. Non � casuale, come sottolinea Stella,[6] che la maggior parte degli autori cerchi di comprendere il problema del transfert sulla base della dialettica fantasia/realt� o, anche, della dialettica intrapsichico/interpersonale. Ma � soprattutto con�Introduzione al narcisismo�[7] che emerge, nel pensiero di Freud, la questione dell�oggetto come probabile catalizzatore delle relazioni interpersonali.In quest�opera vi � contenuta la prima descrizione sistematica della scelta d'oggetto (il che non vuol dire ancora per� "reciprocit�") e l'ipotesi di un Io ideale che rappresenta un passo decisivo verso quell�oggetto interno che tanta importanza avr� nelle formulazioni psicoanalitiche successive ( Sandler 1992)[8]. Secondo Freud,[9] l�apparato psichico evolve dai processi primari e immaturi ai processi secondari maturi. Questo passaggio d� come risultato la sublimazione di forme immature di investimento istintuale - il narcisismo ha forme pi� mature di amore oggettuale. Secondo questa visione, il narcisismo primario viene istituito come la transizione dall�autoerotismo all�amore oggettuale e indica lo stato in cui si � innamorati di se stessi.
Il narcisismo secondario � conseguente al ritiro dell�investimento libidico oggettuale successivo alla fase narcisistica primaria. Il narcisismo primario, secondo Freud,[10]� una fase nella quale gli istinti sessuali,in precedenza non organizzati, si raccolgono in relazione ad un oggetto: l�Io in via di sviluppo. Freud[11] ha definito il narcisismo primario in termini economici ed energetici come investimento libidico dell�Io. Secondo questa tesi un maggiore o minore livello di narcisismo � collegato ai corrispondenti cambiamenti nell�amore oggettuale, mentre la meta evolutiva � rappresentata dall�amore oggettuale post-edipico che, tuttavia, non conduce alla completa soddisfazione. L�oggetto d�amore maturo,infatti, non corrisponde mai all�originale ed inoltre le aspettative culturali obbligano alla sublimazione delle iniziali molteplici possibilit� di gratificazione sessuale.[12] "La scoperta dell�oggetto � in realt� una riscoperta[13]" poich� nell�amore adulto viene ricercato l�oggetto d�amore dell�infanzia.
Un'altra opera che segna una diversa impostazione, rispetto al passato, della teoria degli affetti � lo scritto del 1926 �Inibizione, sintomo, angoscia.�[14] In questo lavoro, Freud modifica profondamente la sua precedente concezione dell�angoscia[15] e introduce il concetto di angoscia �segnale.�Secondo questa nuova teoria, l�angoscia rappresenta la reazione ad uno stato di �pericolo�, una risposta alla tensione derivante dal mancato soddisfacimento di un bisogno. Secondo questa nuova prospettiva il bambino, fin dalla nascita, nella misura in cui vive uno stato d�insoddisfazione avvertito come �pericoloso�, manifesta un angoscia �automatica�. In seguito, quando la presenza della madre sar� identificata con la fine del disagio e lo stato di benessere, l�angoscia si manifester� alla sua assenza. Secondo Freud,[16]quando la madre � riconosciuta dal bambino come colei che soddisfa tutti i suoi bisogni, il pericolo coincider� con la sua assenza, poich�, questa rimanda ad uno stato di tensione dinnanzi al quale egli � impotente. Questa nuova concezione dell�angoscia, che sostituisce il precedente modello �tossico,� attribuisce un diverso significato all��oggetto� e alla relazione che il bambino stabilisce con esso. E,� per�, grazie all��immaturit� del lattante che l�oggetto (e la relazione) acquisisce un valore che prima non era riconosciuto. Fin dal �Progetto di una psicologia�[17] Freud aveva messo l�accento sulla condizione prematura dell�essere umano e sulla dipendenza che essa comporta, mentre in una nota di �Pulsioni e loro destini,�[18] riconducendo la separazione dell�Io dal non Io all�impotenza del lattante cosi si esprimeva: �L�originaria condizione narcisistica non potrebbe evolvere se ogni singolo essere vivente non attraversasse un periodo durante il quale � sprovveduto e bisognoso di cure, periodo nel quale i suoi assillanti bisogni sono soddisfatti grazie a un rapporto che viene da fuori�. In �Inibizione, sintomo e angoscia�[19] Freud ritorna a parlare della condizione prematura dell�essere umano e dell�importanza attribuita all�oggetto esprimendosi in questi termini: �L�esistenza intrauterina dell�essere umano appare, in confronto a quella della maggioranza degli animali, relativamente pi� breve; esso viene mandato nel mondo pi� incompleto di loro.
L�influenza del mondo esterno reale viene perci� rafforzata, la differenziazione dell�Io e dell�Es viene promossa precocemente, i pericoli del mondo esterno aumentano il significato e il valore dell�oggetto che da solo pu� proteggere contro questi pericoli.�[20]Come si pu� notare, i contenuti di questo passo, in particolare il ruolo assegnato al caregivers, somigliano molto a quelli che Bowlby e i teorici dell�attaccamento formuleranno a proposito dell�importanza della madre e del comportamento di attaccamento ai fini della sopravvivenza della specie. Secondo Freud � in questa dipendenza del neonato che si determina un�imago parentale onnipotente. Secondo l�autore, anche se con la maturazione psicofisiologica e le varie identificazioni il bambino acquisisce un�autonomia sempre maggiore, la sua psiche rester� per sempre segnata dall�impotenza primaria., tanto pi� che essa ha fatto seguito ad uno stato, durante lo stadio intrauterino e al breve periodo nel corso del quale l�Io e il non Io non sono ancora differenziati, di totale completezza, in cui i bisogni erano automaticamente soddisfatti.L�importanza attribuita a �Inibizione, sintomo e angoscia� come opera che segna uno spartiacque nella visione freudiana degli affetti deriva, secondo Ammaniti,[23] dal fatto che Freud tenta di spostare l�accento dal complesso di Edipo e dall�angoscia di castrazione all�angoscia di separazione, la quale riporta al centro dello scenario analitico la relazione con la madre e le preoccupazioni relative alla minaccia di perdita e di separazione. Tuttavia, la teoria di Freud, pur modificata, rimane fortemente incentrata attorno alle spinte pulsionali, di natura sessuale o aggressiva, e le dinamiche relazionali costituiscono fondamentalmente l�esito delle vicissitudini pulsionali. In questa prospettiva il bambino, fin dai primi mesi di vita, si attacca alla madre perch� quest�ultima, grazie alla sua funzione di nutrice, gratifica le pulsioni orali.
[1] Freud S. (1938), �Compendio di psicoanalisi�, in �Opere�, Vol. XI, Boringhieri, Torino 1967-1979
[2] Freud S. (1905 ), �Tre saggi sulla teoria sessuale�, in �Opere� Vol. IV, Boringhieri, Torino 1975
[3] Freud S. (1915), �Metapsicologia�, in �Opere�, Boringhieri, Torino, 1967-1979
[4] Imbasciati A. (1994), �Fondamenti psicoanalitici della psicologia clinica�, Utet, Torino
[5] Freud,S. (1901), �Frammento di un�analisi d�isteria�(Caso clinico di Dora), in �Opere�, Boringhieri, Torino 1967-1979
[6]Stella S. �La teoria delle relazioni oggettuali: un�analisi storico-critica�, visionato su www.psycomedia.it
[7] Freud S. (1914), �Introduzione al narcisismo�, in �Opere�, Vol. XII, Boringhieri, Torino 1975
[8] Sandler J. (1992), �L�attaccamento agli oggetti interni: considerazioni teoriche (I)�, in Ammaniti M. e Stern D.N. (a cura di) �Attaccamento e psicoanalisi�, Laterza, Roma 1992