Disturbi Psichici e Nuove Dipendenze

a cura del 

  Dr Gaspare Costa

Psicologo - Psicoterapeuta in Formazione- SPC

 Inscritto all'Albo degli Psicologi  della Reg. Toscana n°5040  - P. IVA 01206950451 -

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Disturbo Post-traumatico da Stress

 

Principali Caratteristiche diagnostiche:

·      La caratteristica essenziale del Disturbo Post-traumatico da Stress è lo sviluppo di sintomi tipici che seguono l’esposizione ad un fattore traumatico estremo che implica l’esperienza personale diretta di un evento che causa o può comportare morte o lesioni gravi o altre minacce all’integrità fisica; o la presenza ad un evento che comporta morte, lesioni o altre minacce all’integrità fisica di un’altra persona; o il venire a conoscenza della morte violenta o inaspettata, di grave danno o minaccia di morte o lesioni sopportate da un membro della famiglia o da altra persona con cui è in stretta relazione.

     La risposta della persona all’evento deve comprendere  paura intensa, il sentirsi inerme o il provare orrore (oppure, nei bambini, la risposta deve comprendere comportamento disorganizzato o agitazione).

    I sintomi caratteristici che risultano dall’esposizione ad un trauma estremo includono il continuo rivivere     l’evento traumatico.   

·      Comunemente la persona presenta ricordi ricorrenti e intrusivi dell’evento, o sogni sgradevoli ricorrenti durante i quali l’evento può essere ripetuto o altrimenti rappresentato.

·      In rari casi la persona vive stati dissociativi che durano da pochi secondi a diverse ore, o anche giorni, durante i quali vengono rivissute parti dell’evento e la persona si comporta come se stesse vivendo l’evento in quel momento.

·     Spesso si manifestano intenso disagio psicologico  o reattività fisiologica quando la persona viene esposta ad eventi scatenanti che assomigliano o simbolizzano un aspetto dell’evento traumatico.

·     L’evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma, l’ottundimento della reattività generale.

·     La persona comunemente si sforza volontariamente di evitare pensieri, sentimenti o conversazioni che riguardano l’evento traumatico, e di evitare attività, situazioni o persone che suscitano ricordi di esso. Questo evitamento può comportare amnesia per qualche aspetto importante dell’evento traumatico.

·      L’individuo può lamentare una marcata riduzione dell’interesse o della partecipazione ad attività precedentemente piacevoli, o di sentirsi distaccato o estraneo nei confronti delle altre persone, o di avere una marcata riduzione della capacità di provare emozioni.

·     L’individuo può avere un senso di diminuzione delle prospettive future (per es., non aspettarsi di avere una carriera, un matrimonio, figli o una normale durata di vita).

·     Sintomi costanti di aumento dell’arousal.

·     Questi sintomi possono includere difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, che può essere causata da incubi frequenti durante i quali viene rivissuto l’evento traumatico.

·      Alcuni individui riferiscono irritabilità o scoppi d’ira o difficoltà a concentrarsi o a eseguire compiti, ipervigilanza, e/o esagerate risposte di allarme.

·      Il quadro sintomatologico completo deve essere presente per più di 1 mese.

·      Il disturbo deve causare disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

 

Specificazioni

Possono essere utilizzate le seguenti specificazioni per indicare l’esordio e la durata dei sintomi del Disturbo Post-traumatico da Stress:

Acuto. Questa specificazione dovrebbe essere usata quando la durata dei sintomi è inferiore a 3 mesi.

Cronico. Questa specificazione dovrebbe essere usata quando i sintomi durano 3 mesi o più.

Ad Esordio Tardivo. Questa specificazione indica che sono trascorsi tra l’evento e l’esordio dei sintomi.

 Fonte:

DSM-IV-TR Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali - Text Revision, 2002

 

Caratteristiche del Disturbo

Il Disturbo Post-traumatico da Stress è una entità psicopatologica che fa seguito all’ esposizione diretta o indiretta di un evento o situazione che mettono seriamente a repentaglio la propria vita, la vita di un familiare o di una persona significativa. Gli eventi che possono causare il disturbo possono essere molteplici e di diversa natura:

  • Eventi naturali. Terremoti, alluvioni, gravi eventi meteorologici, eruzioni vulcaniche ecc.;
  • Incidenti. Naufragi, disastri aerei, incidenti stradali, incidenti ferroviari ecc.;
  • Eventi stressanti di tipo interpersonali. Sequestro, violenze fisiche e/o sessuali, tortura, attentati ecc.

Il corteo sintomatologico che caratterizza il disturbo può comprendere:

  • Il continuo rivivere l’evento traumatico attraverso pensieri intrusi o sotto forma di sogni ad alto contenuto ansiogeno che in qualche modo lo rappresentano;
  • Saltuariamente l’individuo può presentare stati Dissociativi di durata variabile in cui sembra rivivere, agendo di conseguenza, l’evento traumatico;
  • Comunemente la persona reagisce con intensa  sofferenza psicologica e/o arausol quando viene esposta a situazioni o eventi che, in qualche modo,  ricordano l’evento traumatico; di conseguenza mette in atto strategie attive di evitamento finalizzate a rimuovere ricordi, sentimenti, luoghi, o circostanze che possano “innescare” la rappresentazione” del trauma.
  • Si possono manifestare perdita di interesse per le attività e/o le persone, anedonia, “anestesia” emozionale, perdita della speranza riferita alla propria vita futura;
  • Aumento della reattività fisiologica, stile risposta attacco-fuga, che può manifestarsi con disturbi del sonno, irrequietezza, difficoltà di concentrazione, allarmismo, scoppi d’ira ecc.;

Ai fini diagnostici il corteo sintomatologico deve essere presente da più di un mese e compromettere in maniera significativa i diversi ambiti (lavorativo, sociale, affettivo ecc.) della vita dell’individuo. Il quadro sintomatologico può essere aggravato da ideazione persecutoria, comportamento autolesivo, significativi cambiamenti personologici. Una delle caratteristiche che possono accompagnare il Disturbo è l’insorgenza del “senso di colpa del sopravvissuto”, ovvero l’individuo scampato alla minaccia (incidenti, catastrofi naturali ecc.) può rimproverarsi, paradossalmente, di avere avuto immeritatamente una sorte migliore rispetto agli altri; questo sentimento può, nei casi più gravi, concretizzarsi in un atteggiamento autopunitivo come rifiutare le cure necessarie o mettersi in sicurezza. Frequentemente il Disturbo Post-traumatico da Stress si accompagna ad altri Disturbi come  il Disturbo Depressivo Maggiore, il Disturbo di Panico, Agorafobia, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo d’Ansia Generalizzato ed altri. Poiché l’insorgenza del Disturbo può, specie in casi di catastrofi naturali, essere prevista per grosse fette di popolazione appare di particolare importanza l’intervento tempestivo di natura psicologica e psichiatrica in maniera tale da consentire una “sana” elaborazione dell’evento traumatico. Più difficoltoso appare intervenire in tutti quei casi di “trauma privato”, ovvero quelle condizioni in cui la persona è sottoposta a traumi di natura fisica, sessuale o psicologica all’interno delle proprie mura domestiche o in altri ambienti familiari; in questi casi la situazione traumatica può perdurare per lunghi periodi senza che la vittima possa ricevere aiuto.

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Trattamento Disturbo Post-Traumatico da Stress

 tratto da: www.scuola-spc.it

Trattamento

Il Disturbo Post Traumatico da Stress può essere affrontato clinicamente in più modi, poiché rientra nella categoria generale dei Disturbi d’Ansia per i quali la psicoterapia cognitivo comportamentale ha sviluppato molteplici mezzi ampiamente efficaci.
Scopo della terapia cognitivo-comportamentale è aiutare  il soggetto ad identificare e controllare i pensieri e le convinzioni negative, identificando gli errori logici contenuti nelle convinzioni e le alternative di pensiero e di comportamento più funzionali e vantaggiose in relazione all’evento traumatico vissuto. Alcune tecniche da utilizzare sono:

l’esposizione: utile per ridurre le situazioni di evitamento, il soggetto viene invitato a rivivere l’avvenimento nella propria immaginazione e a raccontarlo al terapeuta. La procedura di esposizione si pone l’obiettivo di permettere al paziente di percepire e valutare in modo "controllato" l’oggetto della propria paura. Questo metodo, se graduale, consente al paziente di riappropriarsi di quelle funzionalità sociali e quotidiane che ha perso a causa dei rilevanti evitamenti dovuti ai sintomi acuti dell’ansia ed alla sindrome di ansia anticipatoria. Nel progettare ed effettuare le esposizioni deve essere ben spiegato il significato di tali procedure e quindi ricercare la piena collaborazione del paziente ed eventualmente di un suo familiare.

Ri-etichettamento delle sensazioni somatiche:la discussione concreta sulla natura di diverse sensazioni favorisce una categorizzazione ed una più realistica adesione ad un modello dei sintomi di ansia come effetti della sindrome da stress. La possibilità di discutere con il paziente delle cause dei singoli sintomi, con eventuali esempi anche calibrati sulle comuni esperienze della vita quotidiana ha la funzione di normalizzare e "decatastrofizzare" la condizione soggettiva del paziente

Rilassamento e respirazione addominale: le tecniche di rilassamento e di educazione respiratoria sono uno strumento "sotto controllo" del paziente, il quale può utilizzarle quotidianamente ed in modo autonomo per alleggerire la tensione e lo stress.

Ristrutturazione cognitiva: il soggetto può essere aiutato a riconoscere i propri pensieri automatici e spontanei legati all’evento traumatico, pensieri che spesso sono intrusivi, rapidi ed istantanei; l’allenamento nel percepire i propri pensieri ed i propri atteggiamenti è molto importante in quanto attraverso questa procedura il paziente si rende consapevole di come effettivamente modifica il proprio stato emotivo. Da tale abilità deriva anche il successivo lavoro di revisione e modificazione delle assunzioni generali. Attraverso questo lavoro il soggetto può modificare i propri schemi a favore di spiegazioni alternative più realistiche, adattive e concrete. Un ruolo di rilievo è costituito dal lavoro con i familiari (o con un familiare) attraverso il quale è possibile non solo ottenere la collaborazione per eventuali coinvolgimenti diretti in procedure di esposizione dal vivo, come esposto più sopra, ma è utile anche avere una collaborazione nella gestione delle relazioni in casa.

EMDR: la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari (Eye Movement desensitisation and reprocessing) è una nuova tecnica messa a punto da F.Shapiro nel 1989 si basa sulla scoperta che alcuni stimoli esterni possono essere particolarmente efficaci per superare un grave trauma. In particolare, l’esecuzione di alcuni movimenti oculari da parte del paziente durante la rievocazione dell’evento permette di riprendere o di accelerare l’elaborazione delle informazioni legate al trauma.

Homework: un altro aspetto importante è quello delle procedure da attuare tra una seduta e l’altra, i cosiddetti "compiti per casa" o homeworks. E’ utile insistere sulla necessità di attuare i compiti in quanto molto spesso il lavoro progettato ha un senso preciso ed il suo risultato è necessario per la continuità del trattamento. Gli specifici compiti sono progettati in collaborazione con il paziente e consistono frequentemente in diari di registrazione di elementi-bersaglio, o diari di automonitoraggio, o in schede di analisi delle cognizioni associate agli eventi.

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