Disturbi Psichici e Nuove Dipendenze

a cura del 

  Dr Gaspare Costa

Psicologo - Psicoterapeuta in Formazione- SPC

 Inscritto all'Albo degli Psicologi  della Reg. Toscana n°5040  - P. IVA 01206950451 -

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Disturbo Depressivo Maggiore

 

La caratteristica essenziale di un Disturbo Depressivo Maggiore è un decorso clinico caratterizzato da uno o più Episodi Depressivi Maggiori senza storia di Episodi Maniacali, Misti o Ipomaniacali.

 

Criteri Diagnostici della Depressione (Episodio Depressivo Maggiore)

  • La caratteristica essenziale di un Episodio Depressivo Maggiore è un periodo di almeno 2 settimane durante il quale è presente depressione dell’umore o perdita di interesse o di piacere per quasi tutte le attività, I sintomi devono persistere per la maggior parte del giorno (per almeno 2 settimane, ). L’individuo deve anche presentare almeno altri quattro sintomi come riportato di seguito: 

  • L’umore viene spesso descritto dall’individuo come depresso, triste, senza speranza, scoraggiato. Alcuni individui enfatizzano lamentele somatiche piuttosto che riferire sentimenti di tristezza. Molti soggetti riferiscono o dimostrano un aumento dell’irritabilità e di non provare più  divertimento in attività precedentemente considerate come piacevoli.

  • La perdita di interesse o di piacere è quasi sempre presente, gli individui possono riferire  di non provare divertimento in attività precedentemente considerate come piacevoli.

  • Di solito si manifesta un alterazione dell’appetito, in genere una riduzione ma, in alcuni casi è possibile anche un aumento.

  • L’insonnia centrale (risvegli durante la notte con difficoltà a riprendere sonno) è il disturbo del sonno più comunemente associato.

  • Le alterazioni psicomotorie possono includere agitazione, o rallentamento (il pensiero, l’eloquio e i movimenti del corpo risultano rallentati.

  • Sono comuni riduzione dell’energia, astenia, faticabilità.

  • Presenza di sentimenti di auto-svalutazione e colpa.

  • Difficoltà nella capacità di pensare, concentrarsi o prendere decisioni, a volte problemi di memoria.

  • Deve essere presente disagio clinicamente significativo o qualche interferenza nell’ambito sociale, lavorativo o in altre importanti aree del funzionamento.

  • L’ Episodio Depressivo Maggiore non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una droga, agli effetti collaterali di farmaci o trattamenti  o all’esposizione a una tossina. Analogamente l’episodio non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una condizione medica generale.

Fonte:

 © DSM-IV-TR Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali - Text Revision, 2002

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Caratteristiche del Disturbo Depressivo Maggiore

La  Depressione, così come si manifesta nel Disturbo Depressivo Maggiore, rappresenta un entità clinica particolarmente invalidante, tanto da compromettere significativamente i diversi ambiti ( sociale, lavorativo, affettivo ecc.) della vita dell’individuo. L’aspetto più caratteristico che accompagna la depressione è  una marcata flessione dell’umore che tipicamente si riflette sullo stato d’animo della persona depressa che appare scoraggiata, abbattuta, malinconica e disperata. A differenza della tristezza, che può essere considerata uno stato d’animo normale e passeggero, la depressione si presenta agli occhi dell’individuo come condizione permanente, immodificabile e quindi senza speranza.La differenza tra la depressione clinica e la “normale” tristezza consiste nel fatto che quest’ultima, oltre a poter essere reattiva ad alcuni avvenimenti della vita particolarmente importanti ( ad esempio, lutto,  separazione, divorzio, malattie, disoccupazione, trasferimento, solitudine e diverse  altre situazioni avverse), presenta un carattere di transitorietà, ovverosia,  la persona dopo aver sperimentato i sentimenti di tristezza, vuoto, mancanza di fiducia e abbattimento, coerenti e funzionali con l’esperienza di vita che sta vivendo inizia,  pian piano, un lento ma graduale recupero che gli consentirà, elaborata l’esperienza negativa, di poter nuovamente affrontare la vita con le giuste risorse. Nella depressione la mancanza di speranza, oltre ad essere cronica e difficilmente scalfibile, è probabilmente uno dei motivi che spinge un numero significativo di depressi al suicidio (si stima che il 15% dei soggetti affetti da Disturbo Depressivo Maggiore grave muore per suicidio). La depressione è inoltre comprovata dal disinteresse per attività che in passato sono state fonte di piacere (hobby, abitudini, amici, attività ecc.). Nella depressione, oltre alla flessione dell’umore si possono accompagnare, in maniera variabile da individuo a individuo, alterazioni del sonno, dell’appetito, stanchezza, faticabilità, rallentamento psicomotorio, agitazione, rallentamento del pensiero, difficoltà di concentrazione, sentimenti di colpa e auto-svalutazione, ruminazione ossessiva, rimuginio, difficoltà sessuali, lamentele somatiche, abuso di sostanze, ideazione suicidaria. I sintomi della depressione producono degli effetti che, in una sorta di circolo vizioso paradossale,mantengono e/o aggravano la condizione clinica; ad esempio, il depresso, a causa della facile faticabilità, tende spesso all’immobilismo ( in genere sdraiato a letto o sul divano) non sapendo che questa “soluzione non fa altro che aumentare la faticabilità, ovvero la soluzione trovata è peggio del male. Un altro esempio è rappresentato dalla relazione tra depressione e ritiro sociale: tipicamente il depresso tende ad isolarsi (perché si sente indegno, o perché non ha le forze, oppure perché non vuol essere di peso) riducendo in questo modo i rinforzi positivi necessari a migliorarne la depressione. Spesso la depressione causa disoccupazione, problemi coniugali, inabilità ,che inesorabilmente peggiorano il quadro. Le cause della depressione possono essere molteplici ( in letteratura sono presenti diverse ipotesi eziologiche) ma sembra ragionevole pensare che, nell’espressione della malattia,  concorrono diversi fattori quali la vulnerabilità genetica, condizioni socio-culturali, eventi stressanti individuali ( perdita di una persona cara, disoccupazione, problemi economici ecc.); mediamente l’età d’insorgenza è intorno ai 25 anni.

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Trattamento della Depressione

Per quanto riguarda la terapia della depressione è possibile optare ( ovviamente a seconda del caso specifico) per un  intervento farmacologico (antidepressivi), un intervento psicoterapeutico ( molto efficace si è rivelata la Terapia Cognitiva) o un intervento combinato psicoterapia più antidepressivi. La Psicoterapia Cognitiva fondamentalmente interviene cercando di individuare e modificare  le disfunzioni cognitive e  i “Bias” che  intervengono nella depressione, inoltre l'analisi funzionale del disturbo e la ricerca dei fattori di mantenimento interpersonali costituiscono un aspetto fondamentale dell'approccio cognitivo; anni di ricerca in ambito clinico hanno dimostrato che la “personalità depressiva” si caratterizza per la peculiarità di alcuni “schemi” (doverizzazione, interpretazioni catastrofiche, visione degli altri distorta ecc.) rigidi che possono, specie in presenza di eventi stressanti, predisporre al Disturbo Depressivo. L'obbiettivo della terapia è di modificare questi schemi consentendo all'individuo una visione più realistica e positiva del mondo.

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