· La
caratteristica essenziale del Disturbo d’Ansia Generalizzato è la
presenza di ansia e preoccupazione (attesa apprensiva) eccessive,
che si manifestano per la maggior parte del tempo per almeno 6 mesi,
nei riguardi di una quantità di eventi o attività.
·
L’individuo ha difficoltà a controllare la preoccupazione .
· L’ansia
e la preoccupazione sono accompagnate da almeno tre sintomi
addizionali da un elenco che include irrequietezza, facile
infaticabilità, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, tensione
muscolare e sonno disturbato (nei bambini è richiesto un solo
sintomo addizionale) .
·
L’oggetto dell’ansia e della preoccupazione non è limitato alle
manifestazioni di un altro disturbo in Asse I
· Sebbene
non sempre gli individui con Disturbo d’Ansia Generalizzato possano
riconoscere le preoccupazioni come “eccessive”, hanno difficoltà a
controllare la preoccupazione o presentano una conseguente
compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree
importanti.
·
Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una
sostanza o di una condizione medica generale
Fonte:
©
DSM-IV-TR Manuale
Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali - Text Revision, 2002
Caratteristiche del Disturbo
Il Disturbo d’Ansia Generalizzato si caratterizza per un
costante stato di ansia e/o preoccupazione eccessiva che può
riguardare una moltitudine di eventi o situazioni, ad esempio la
persona può apparire particolarmente allarmata per questioni di
natura finanziaria, di salute, o problemi vari che riguardano se
stessa o i propri familiari. L’individuo affetto dal Disturbo
vive in uno stato di continuo allarme come se, da un momento
all’altro, dovesse fronteggiare una minaccia o un pericolo,
spesso non chiaramente definito, che compromette il proprio stato di sicurezza. A questo stato
di apprensione tipicamente si accompagnano manifestazioni somatiche
legate all’ansia (quali sudorazione, tachicardia, nodo alla gola,
reattività fisiologica eccessiva, disturbi del sonno ecc.) che ne
aggravano il quadro; inoltre sono frequenti difficoltà di
concentrazione, agitazione, faticabilità, “nervosismo”, depressione.
L’individuo affetto dal Disturbo si trova quindi in una condizione
di allarme permanente, ovvero in uno stato di arousal cronico che
pregiudica la qualità della vita; l’ambito lavorativo, sociale e
affettivo vengono compromessi con conseguente ricaduta negativa
sull’umore del soggetto. La compromissione di alcune aree
contribuisce, in sorta di circolo vizioso, ad allarmare ancora di
più il soggetto che vede concretizzare i propri timori come una
sorta di profezia che si auto avvera. In questo stato di cose può
essere comune la presenza di una distorsione cognitiva chiamata
affect as information o ragionamento emozionale che consiste
nell’assumere l’emozione come informativa sullo stato del mondo; in
altre parole l’individuo può inferire lo stato delle cose
dall’emozione che sta provando come se si dicesse “ se mi sento
ansioso e preoccupato allora vuol dire che c’è davvero un pericolo”;
questo tipo di ragionamento può dunque funzionare come dato che
orienta e conferma le valutazioni dell’individuo affetto dal
disturbo. Il disturbo, come accennato in precedenza, ha una
ripercussione negativa sulla qualità della vita ed impedisce al
soggetto di godere delle cose piacevoli che questa riserva, sono
praticamente incapaci di rilassarsi o di pensare al futuro con
tranquillità, spesso la loro attività mentale è impegnata in
ruminazioni dal contenuto spiacevole come se anticipassero i
pericoli che temono. Paradossalmente l’evento temuto o un problema
reale può risultare meno doloroso rispetto all’apprensione cronica,
per una minaccia indefinita, che caratterizza questi soggetti. Il
disturbo ha anche ripercussioni dal punto di vista fisico; lo stato
cronico di arousal può esprimersi in manifestazioni somatiche (
frequenti mal di testa, sindrome del colon irritabile, ipertensione,
gastriti ecc). Il Disturbo d’Ansia Generalizzato può
presentarsi associato ad altri disturbi, frequente risulta
l’associazione con i
Disturbi dell’ Umore, in particolare con il
Disturbo Depressivo Maggiore o il Disturbo Distimico,
Disturbo di
Panico,
Fobia Sociale, Disturbi Correlati a Sostanze ( es. abuso di
alcol o ansiolitici),
Disturbo del Sonno.
Trattamento Cognitivo
Comportamentale del Disturbo d'Ansia Generalizzato
L’approccio della terapia cognitivo-comportamentale al disturbo
d’ansia generalizzato parte dal presupposto che le
preoccupazioni e le rimuginazioni assumono valenze
psicopatologiche quando la frequenza e il giudizio che la
persona attribuisce ad esse, più che il contenuto intrinseco,
assumono particolari caratteristiche. Spesso i soggetti affetti
dal disturbo d’ansia generalizzato giudicano le proprie
preoccupazioni e rimuginazioni sia in termini positivi che
negativi; in altre parole, almeno in una prima fase, il soggetto
valuta positivamente le proprie preoccupazioni poiché vengono
considerati funzionali rispetto alla risoluzione di un problema
o alla prevenzione dello stesso. In altri termini preoccuparsi
vuol dire “mettere le mani avanti”, non trovarsi impreparati o
colti di sorpresa dinnanzi all’eventualità temuta, inoltre le
rimuginazioni spesso assumono un significato scaramantico, una
specie di rituale che esorcizza il pericolo temuto tenendolo
lontano (ad esempio, una persona eccessivamente preoccupata di
perdere il lavoro potrebbe pensare che smettendo di preoccuparsi
potrebbe ritrovarsi disoccupata). Questa disamina sulle
funzioni delle preoccupazioni/rimuginazioni nel disturbo d’ansia
generalizzato ci aiuta a capire come, nella fase iniziale del
disturbo, il soggetto le ricerca volontariamente.
Successivamente, quando la frequenza delle rimuginazioni diventa
“eccessiva”, il soggetto incomincia a giudicare negativamente
le proprie preoccupazioni poiché teme di non riuscire più a
controllarle; in questo modo si innesca quello che in termini
cognitivi viene descritto come il “problema secondario” ovvero
il problema di avere un problema che nasce dalla valutazione
negativa che il soggetto da ( e si da) rispetto agli effetti del
primo problema; nel disturbo d’ansia generalizzato il problema
secondario si traduce con il fatto che il soggetto si preoccupa
di essere sempre preoccupato. Questa valutazione, oltre ad
aggravare l’ansia, può portare il soggetto a pensare di non
essere normale, che sta diventando pazzo o che la sua vita
peggiorerà a seguito delle continue apprensioni; a seguito di
queste valutazioni le preoccupazioni e le rimuginazioni vengono
vissute dal soggetto in maniera ego distonica, con sofferenza,
intrusive e problematiche. Questo quadro è aggravato dai
tentativi dell’individuo di ridurre l’ansia e le preoccupazioni
attraverso strategie comportamentali inadeguate (tentativi di
controllare i propri pensieri, richieste di rassicurazioni,
evitamenti e distrazioni) che contribuiscono a mantenere ed
aggravare il problema.
Il trattamento cognitivo comportamentale del disturbo d’ansia
generalizzato prevede le seguenti fasi:
·
ricostruzione dell’evoluzione del disturbo ( in sede di
assessment va indagato l’esordio del disturbo fino ad arrivare
ad una minuziosa descrizione dello stato del momento;
·
a partire dalla disamina di episodi recenti caratterizzati da
vissuti d’ansia e/o preoccupazioni ricostruire lo
schema del funzionamento del disturbo;
·
elaborazione del contratto terapeutico il cui contenuto deve
prevedere gli obiettivi condivisi, le regole generali della
terapia ed accordi di altra natura ( pagamento, durata della
seduta, homwork etc.)
·
psicoeducazione; viene illustrato al paziente come i propri
assunti relativi al significato attribuito alle preoccupazioni
possa avere un ruolo nella genesi e nel mantenimento del
problema;
·
Individuazione delle credenze errate relative alla
preoccupazione ( significato attribuito) e messa in discussione
delle stesse
·
acquisizione di competenze e tecniche finalizzate a migliorare
la gestione dell’ansia
·
esposizione graduale agli stimoli ansiogeni ( tutti i pensieri,
le situazioni e le occasioni in grado di attivare ansia e/o
preoccupazione e quindi tendenzialmente evitati dall’individuo)
·
prevenzione delle ricadute
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