DISTURBI DEL SONNO

 a cura del Dr Gaspare Costa

Il sonno è un meccanismo che adibisce a numerose  ed importanti funzioni; esso è indispensabile per il normale funzionamento dell’organismo e la sua privazione, o un disturbo nella regolazione del normale ciclo sonno-veglia, può causare notevoli danni alla salute. Il sonno è regolato da particolari meccanismi neurofisiologici presenti nel cervello insonniache fondamentalmente sono “tarati” e seguono il  ciclo circadiano, ovvero il giorno e la notte. La funzione del sonno ha chiaramente origini ancestrali e il ritmo sonno-veglia  ha contribuito all’evoluzione della specie umana. Tra le più importanti funzioni del sonno vi sono certamente quella di regolamentare le energie psico-fisiche dell’individuo, consentire il  normale funzionamento delle attività cognitive (memoria, attenzione, concentrazione, pensiero ecc.) e il ristoro.

Chiunque abbia avuto l’esperienza, non proprio piacevole, di passare una o più notti insonne probabilmente ricorderà i principali effetti: sonnolenza, difficoltà a concentrarsi, minore lucidità, impatto negativo sull’umore, maggior difficoltà a svolgere compiti complessi come lavorare o studiare. Naturalmente la gravita di questi effetti possono variare sia  in relazione al periodo di tempo che si trascorre senza dormire che alla “variabilità” individuale; è infatti risaputo che le 8 ore convenzionali rappresentano la quantità necessaria alla maggior parte degli individui, e per cosi dire la media di una “curva” all’estremo della quale si collocano da un parte i “brevi dormitori”, ovvero persone che hanno bisogno di una quantità ridotta di ore di sonno ( a volte sono sufficienti anche 3 o 4 ore per notte) per recuperare appieno le energie necessarie, e dall’altra si collocano i “grandi dormitori”, persone che hanno bisogno di una quantità di sonno maggiore ( anche 10 o 11 ore) per sentirsi ristorati.

 

Ovviamente questa variabilità individuale può ulteriormente incrementarsi a causa di fattori come  l’età o condizioni ambientali particolarmente stressanti. La presenza di un Disturbo del Sonno può essere inferita dalle “lamentele”  che l’individuo manifesta nei confronti del proprio sonno; l’insoddisfazione può riguardare la quantità ( dorme troppo o troppo poco), la qualità ( il sonno non è particolarmente riposante)), i risvegli notturni, la presenza di incubi. In questa sede verranno trattati i seguenti Disturbi del Sonno. 

 

Le Dissonnie, che si caratterizzano per la presenza di anomalie nella quantità, nella qualità o nel ritmo del sonno:

Le Parasonnie,  che si caratterizzano per la presenza di comportamenti anomali o da eventi fisiopatologici che si verificano durante il sonno, in particolari  stadi del sonno o nei passaggi sonno-veglia:

 

Altri Disturbi del Sonno:

  • Sonniloquio (parlare nel sonno)

  • Bruxismo (digrignare i denti)

  • Sindrome delle gambe senza riposo ( muovere involontariamente gli arti inferiori impedendo l'addormento o compromettendo la qualità/quantità del sonno)

 

Trattamento Disturbi del Sonno

tratto da: www.scuola-spc.it
 

La terapia cognitivo-comportamentale dell'insonnia inizia con una accurata valutazione del tipo di insonnia. Se si tratta di insonnia secondaria, cioè l'insonnia è uno dei sintomi di un altro problema fisico o psicologico o è una conseguenza di farmaci, la terapia sarà primariamente rivolta al problema che causa l'insonnia.
Una buona valutazione permette anche di capire come deve essere articolato l'intervento. Molte volte la persona che soffre di insonnia necessita di un intervento che mira a modificare solamente alcune abitudini di vita (a letto e sveglia alla stessa ora; evitare il riposino pomeridiano, attività fisica, no alcol, fumo e caffeina, etc.) e alcuni fattori ambientali (rumore e temperatura della stanza, comodità del letto, etc.), come potete leggere nella pagina "
Alcuni suggerimenti per dormire meglio". Altre volte la persona che soffre di insonnia ha bisogno di un intervento un po' più articolato. In questo caso la terapia cognitivo comportamentale lavora anche sui pensieri ansiosi e sulle ruminazioni mentali che non permettono alla mente di rilassarsi e insegna specifiche tecniche di rilassamento fisico e mentale che aiutano a ristabilire un corretto sonno.
Negli ultimi 30 anni sono state messe a punto strategie cognitivo-comportamentali che permettono di ridurre il ricorso ai sonniferi, che devono essere usati solo come soluzione temporanea per curare insonnie gravi e debilitanti e sempre sotto stretto controllo medico. Circa 70, 80 persone su 100 che seguono un programma di trattamento cognitivo-comportamentale per l'insonnia migliora la propria qualità e quantità di sonno e riesce a fare a meno dei sonniferi. Per questo la comunità scientifica considera la terapia cognitivo-comportamentale il trattamento non farmacologico più indicato per l'insonnia cosiddetta primaria, cioè non dovuta a malattie fisiche o a disturbi psicologici come la depressione.

Dr Gaspare Costa

A chi rivolgersi

 

Da oggi è in rete:

www.attacchidipanico-ansia.it

Il Sito completamente dedicato agli Attacchi di Panico e ai Disturbi d'ansia