Torna alla
Pagina Principale
Pagina dei Contatti -
Scrivi allo Psicologo
Corsi,
Eventi ed Iniziative
Consulenze
Gratuite 
E'
nato il gruppo di discussione disturbipsichici.info su
facebook:
iscriviti e partecipa
Disturbi dell’Alimentazione
I Disturbi della Alimentazione sono caratterizzati dalla presenza di
grossolane alterazioni del comportamento alimentare. Questa sezione
di disturbi comprende due categorie specifiche, l’Anoressia Nervosa
e la Bulimia Nervosa. Caratteristico dell’Anoressia
Nervosa
è il rifiuto di mantenere il peso corporeo al
di sopra del peso minimo normale.
La
Bulimia Nervosa
è
caratterizzata da ricorrenti episodi di “abbuffate” seguiti
dall’adozione di mezzi inappropriati per controllare il peso, come
il vomito autoindotto, l’uso di lassativi, diuretici o altri
farmaci; il digiuno o l’attività fisica praticata in maniera
eccessiva. Caratteristica essenziale comune ad entrambi i disturbi,
Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa, è la presenza di una alterata
percezione del peso e della propria immagine corporea
I Disturbi Alimentari rappresentano un argomento di drammatica
attualità, recenti indagini attestano che l’Anoressia costituisce la
prima causa di morte per “malattia” nelle giovani donne mentre le
statistiche epidemiologiche evidenziano che il Disturbo, negli
ultimi 40 anni, è praticamente raddoppiato; per di più la
localizzazione delle aree geografiche interessate sembra ampliarsi a
ritmi preoccupanti. I Disturbi Alimentari sono indubbiamente legati
a variabili culturali poiché la frequenza del disturbo risulta
massima in determinate culture è minimali, se non addirittura
assente, in altre. La cultura occidentale, opulenta e
consumistica, ha enfatizzato modelli di successo basati più
sull’apparire che sull’essere, di conseguenza il corpo è stato
assunto come palcoscenico attraverso il quale ( la moda, la
magrezza ed look in generale) è possibile mostrare i criteri di
“successo” richiesti. Nella cultura occidentale i canoni di bellezza
e di successo sono improntati sulla magrezza; le modelle, le
“veline” e, in generale, i personaggi dello spettacolo ammirati per
il loro successo esibiscono corpi perfetti, immuni da
qualsiasi imperfezione (spesso grazie anche all’intervento della
chirurgia estetica). E’ ovvio, specie in adolescenza dove l’identità
dell’individuo è in fase di costruzione ( vedi sezione
Adolescenza del presente sito), che i modelli di successo
tendono ad essere imitati nelle loro caratteristiche
essenziali che, nel caso di modelli dello spettacolo, non
possono che essere caratteristiche di tipo corporeo (magrezza e
bellezza). La psicopatologia si intreccia dunque con la cultura
in cui si manifesta e ne assume per cosi dire l’”abito”; l’importanza della
valenza culturale può essere provata, per quanto concerne i Disturbi
Alimentari, dal fatto che nella cultura africana o in altre zone del
mondo ( dove si muore letteralmente di fame!!!) il Disturbo
praticamente non esiste. Nelle culture dove procurarsi da mangiare
ogni giorno non è scontato i criteri di bellezza e successo sono
praticamente opposti a quelli occidentali, ad esempio la corporatura
robusta e i fianchi larghi nelle donne africane sono segni estetici
apprezzabilissimi poiché in quella cultura queste caratteristiche
fisiche sono segno di ricchezza e salute, inoltre una donna con
queste caratteristiche garantisce un maggior successo riproduttivo
garantendo la trasmissione dei geni del partner. Queste
osservazioni indicano che sicuramente vi è un connubio, una
“complicità”, tra le manifestazioni psicopatologiche e la cultura
ove queste si esprimono; oggigiorno i Disturbi Alimentari
“sfruttano” la teatralità del corpo per manifestare disagio e
sofferenza proprio come cent’anni fa, in un assetto culturale in cui
la donna era vista ancora come subalterna, la stessa funzione era
toccata all’Isteria e alle sue manifestazioni di “rottura”. Vediamo
ora quali sono le caratteristiche fondamentali dell’Anoressia e
della Bulimia.
Torna
all'indice dei Disturbi Dell'Alimentazione
Anoressia Nervosa
Principali Caratteristiche diagnostiche:
Le manifestazioni essenziali dell’Anoressia Nervosa sono: rifiuto di
mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale,
intenso timore di acquistare peso, presenza di una alterazione
dell’immagine corporea per ciò che riguarda forma e dimensioni
corporee. Inoltre nel sesso femminile, in epoca post-puberale, vi è
amenorrea (il termine anoressia è inappropriato poiché è rara
la perdita di appetito).
-
L’individuo mantiene un peso corporeo al di sotto di quello
minimo normale per l’età e l’altezza. La perdita di peso è
primariamente ottenuta tramite la riduzione della quantità
totale di cibo assunta; in aggiunta possono essere messe in atto
condotte di eliminazione (es. vomito autoindotto, uso
inappropriato di lassativi e diuretici) o la pratica eccessiva
di attività fisica, allo scopo di perdere peso.
-
L’intensa paura di “diventare grassi”, presente nei soggetti
con questo disturbo, non è solitamente mitigata dal decremento
ponderale. Anzi, in molti casi la preoccupazione per il peso
corporeo aumenta parallelamente alla perdita reale di peso.
-
La percezione ed il valore attribuiti all’aspetto fisico ed al
peso corporeo risultano distorti in questi soggetti. Possono
adottare le tecniche più disparate per valutare dimensioni e
peso corporei, come pesarsi di continuo, misurarsi
ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le
parti percepite come “grasse”.
Fonte:
©
DSM-IV-TR Manuale Diagnostico e
Statistico dei Disturbi Mentali - Text Revision, 2002
Caratteristiche del Disturbo
Tipicamente i soggetti affetti dal Disturbo ingaggiano una guerra ferrea nei confronti del cibo
e di tutto ciò che lo rappresenta; l’umore e l’autostima sono
fortemente condizionati dalla perdita di peso nei confronti del
quale il soggetto si mostra tenace e determinato nonostante la
pesante compromissione della salute fisica. Questa costante ricerca
del dimagrimento a tutti costi impone al soggetto anoressico un
autodisciplina quasi ascetica che prevede regole e prove di volontà
ai limiti della sopportazione ( ad es., il soggetto nonostante la
precarietà del proprio fisico dedica molto tempo all’attività
sportiva con l’unico scopo di perdere calorie, o si impone regole
rigidissime per resistere ai “morsi” della fame). Il disturbo è
spesso seguito da amenorrea mentre un ritardo del menarca può
registrarsi nei soggetti pre-puberi. Nonostante il drammatico
dimagrimento e le crescenti preoccupazioni dei familiari il soggetto
anoressico ha una scarsa consapevolezza della malattia per cui è
difficile, in sede terapeutica, aspettarsi un atteggiamento
collaborativo, al contrario non sono infrequenti i casi di vero e
proprio sabotaggio delle prescrizioni. Nel Sottotipo con
Restrizione la perdita di peso è fondamentalmente
raggiunta mediante diete, digiuni e attività fisica mentre nel
Sottotipo Con Abbuffate/Condotte di eliminazione il soggetto
presenta abbuffate e condotte di eliminazione mediante vomito
autoindotto, uso di lassativi, diuretici o enteroclismi. Tipicamente
all’Anoressia possono associarsi altri disturbi quali
Disturbi
dell’Umore ( soprattutto
Episodio Depressivo Maggiore),
Disturbo Ossessivo-Complulsivo,
Disturbi di Personalità. I disturbi
depressivi con il loro correlato sintomatologico (umore depresso,
isolamento, irritabilità, disturbi del sonno ecc.) possono aggravare
il quadro e in genere seguono il drammatico calo ponderale. Un
discorso a parte merita la possibile comorbidità con il Disturbo
Ossessivo-Compulsivo: tipicamente il soggetto anoressico evidenzia
manifestazioni ossessive ristrette alla sfera alimentare (presenza
di ossessioni, rituali e compulsioni legate al cibo o al peso)
probabilmente correlate allo stato di denutrizione Se i sintomi ossessivo-compulsivi si estendono oltre i temi alimentari può essere
fatta diagnosi aggiuntiva di Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Altri
sintomi che si possono associare all’Anoressia sono Perfezionismo
Clinico
(non di rado le anoressiche sono state bambine brillanti che
eccellevano a scuola o nello sport), scarsa assertività, rigidità
mentale, repressione sociale. Non di rado all’Anoressia è correlato
un Disturbo di Personalità, in particolare il Sottotipo Con
Abbuffate/Condotte di eliminazione spesso si associa al
Disturbo Borderline di Personalità; in questo sottotipo possono
essere frequenti abuso di sostanze, promiscuità sessuale, labilità
emotiva, ideazione o tentativi di suicidio, acting. Ovviamente
esiste una letteratura sconfinata sulle cause dell’Anoressia; questi
tentativi di spiegazione oscillano dall’interpretazione puramente
biologica fino alla genesi sistemico-relazionale del disturbo.
L’approccio attuale sembra essersi orientato su un versante
multidisciplinare con il coinvolgimento di più specialisti (Medico,
Biologo, Nutrizionista, Psicoterapeuta ecc..) che trattano, da
diverse angolazioni, il problema.
Torna
all'indice dei Disturbi Dell'Alimentazione
Bulimia Nervosa
Principali Caratteristiche diagnostiche:
Le manifestazioni essenziali della Bulimia Nervosa sono: presenza di
abbuffate e di inappropriati metodi compensatori per prevenire il
conseguente aumento di peso. Inoltre i livelli di autostima sono,
nei soggetti con Bulimia Nervosa, eccessivamente condizionati dalla
forma e dal peso corporeo.
-
Per giustificare la diagnosi, il soggetto deve avere un minimo
di due episodi di abbuffate e di comportamenti compensatori
inappropriati alla settimana per almeno tre mesi .
-
Una
abbuffata, o crisi bulimica, è definita come
l’ingestione in un determinato periodo di tempo ( all'incirca 2
ore) di una quantità
di cibo più grande rispetto a quanto la maggioranza degli
individui assumerebbe in circostanze simili.
-
L’abbuffata deve essere circoscritta, ad esempio lo “spiluccare”
piccole quantità di cibo per gran parte del tempo non è
assimilabile all’abbuffata.
-
In genere i soggetti Bulimici provano un forte senso di vergogna
per le loro condotte alimentari e di conseguenza le abbuffate
avvengono in solitudine quando si è certi di non essere scoperti.
-
Durante questi episodi il soggetto continua ad ingoiare cibo, di
solido rapidamente, finché non si sente tanto pieno da star male.
-
Di solito l’abbuffata è preceduta da sentimenti di
insoddisfazione relativi al proprio corpo,al peso, o può essere
scatenata da delusioni sociali, umore disforico o, più
semplicemente, dalla fame che segue una dieta compensatoria
-
L’abbuffata lenisce questi sentimenti solo momentaneamente,
lasciando il soggetto in preda all’autocritica e alla
depressione
-
La crisi bulimica è tipicamente accompagnata dalla sensazione di
perdere il controllo (da alcuni descritti come un esperienza di
derealizzazione) o di non resistere all’impulso
-
Tipicamente il soggetto fa ricorso a comportamenti compensatori
inadeguati finalizzati a prevenire l’aumento di peso a seguito
dell’abbuffata: tra le strategie più comuni vi sono vomito
autoindotto, uso di lassativi e diuretici, digiuno post
abbuffata ed esercizo fisico eccessivo
-
Gli individui affetti dal Disturbo attribuiscono grande
importanza al peso e alla forma del corpo tanto che questi
elementi ne condizionano i livelli di autostima
Sottotipi
In base alla presenza/assenza di regolari condotte di eliminazione
per compensare l’abbuffata, possono essere utilizzati i seguente
sottotipi:
Con Condotte di Eliminazione: i soggetti appartenenti a
questo sottotipo presentano regolarmente nell’episodio attuale
vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o
enteroclismi.
Senza Condotte di Eliminazione: in questi casi sono assenti
vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici od
enteroclismi, mentre sono presenti altri comportamenti compensatori
inappropriati quali il digiuno e l’attività fisica praticata in
maniera eccessiva.
Fonte:
©
DSM-IV-TR Manuale Diagnostico e
Statistico dei Disturbi Mentali - Text Revision, 2002
Caratteristiche del Disturbo
A differenza della spettacolare drammaticità dell’Anoressia che,
almeno negli stati avanzati del disturbo, risulta subito evidente,
il soggetto bulimico può mimetizzarsi anche per anni, poiché, almeno
per quanto concerne gli aspetti legati al peso, egli si presenta,
nella maggior parte dei casi, come normopeso o con alterazioni
ponderali non significative. Invero alcuni dati suggeriscono, che
nello stato premorboso, il soggetto destinato a diventare bulimico
presenta problematiche legate al sovrappeso in misura maggiore
rispetto ai coetanei. Spesso i soggetti bulimici presentano
problematiche legate all’autostima e in generale all’accettazione
di sé.
Depressione Maggiore e
Distimia
possono associarsi alla
Bulimia cosi come alcuni
Disturbi d’ansia (Fobia Sociale), Abuso di
Sostanze (alcol, stimolanti, bzd ecc.). Per quanto concerne i
Disturbi di Personalità, l’associazione più comune con la Bulimia è
costituito dal Disturbo Borderline ).
Torna
all'indice dei Disturbi Dell'Alimentazione
Trattamento Disturbi dell'alimentazione
tratto
da:
www.scuola-spc.it
Il trattamento
psicoterapeutico: Anoressia Nervosa
La terapia cognitivo comportamentale ha come obiettivi iniziali la
normalizzazione del peso e l'abbandono delle condotte di restrizione
del'assunzione del cibo, delle abbuffate e delle condotte di
eliminazione. In seconda battuta occorre aumentare i livelli di
autostima, ampliare la definizione di sé al di là dell'apparenza
fisica, ridurre il perfezionismo e il pensiero tutto-nulla,
migliorare i rapporti interpersonali e, nel caso di adolescenti,
aiutare i familiari a gestire il problema dei figli, mettendo anche
in evidenza quali atteggiamenti siano controproducenti e da evitare.
Il trattamento
psicoterapeutico: Bulimia
La
terapia cognitivo-comportamentale è un trattamento di provata
efficacia per la bulimia nervosa. Obiettivo principale del
trattamento è, innanzitutto, quello di normalizzare il comportamento
alimentare; i pazienti devono riacquistare accettabili attitudini
nei riguardi del cibo e modificare la convinzione che il peso
costituisca l’unico o il principale fattore in base al quale
valutare il proprio valore personale. Il primo passo consistete in
interventi cognitivi tesi a interrompere il circolo vizioso
restrizione-abbuffata-vomito, attraverso procedure come colloqui
informativi e motivazionali, concettualizzazione del disturbo e
condivisione con il paziente; vengono usate anche tecniche di
automonitoraggio come i diari alimentari o la registrazione delle
emozioni e pensieri che accompagnano i sintomi. L’obiettivo è
riabituare il paziente a un’alimentazione corretta, regolarizzando
la frequenza dei pasti e utilizzando attività alternative alle
abbuffate o alle condotte eliminatorie. In una seconda fase il
trattamento mira a rendere stabile il nuovo comportamento alimentare
e, soprattutto, a ridurre l’eccessiva preoccupazione per il peso e
le forme corporee. Vengono poi usate procedure cognitive per
identificare e modificare le idee disfunzionali alla base del
disturbo e tecniche comportamentali; tra queste in particolare si
usano la procedura di esposizione e prevenzione della risposta, che
consiste nell’assunzione di cibo alla presenza di un operatore e in
condizioni in cui le condotte di compenso vengono bloccate. La terza
fase prevede l’applicazione di procedure finalizzate a mantenere i
risultati raggiunti durante il trattamento: vengono usate strategie
di prevenzione delle ricadute e tecniche che mirano ad aumentare la
capacità di fronteggiare le situazioni critiche per il paziente.
Il trattamento psicoterapico è frequentemente associato a una
terapia farmacologica. I farmaci elettivi nel trattamento di tale
disturbo sono gli antidepressivi appartenenti alla categoria degli
inibitori selettivi del ricaptazione della serotonina (SSRI).
Il trattamento farmacologico si è dimostrato efficace nella
riduzione della frequenza delle abbuffate, del vomito, delle
ruminazioni sul cibo e sul peso; produce inoltre un miglioramento
dell’umore e aumenta la collaborazione alla psicoterapia. Il limite
della terapia farmacologica è nella stabilità degli esiti: se non
accompagnata da psicoterapia, sono frequenti le ricadute. Nella gran
parte dei casi la terapia della bulimia è ambulatoriale. Nei casi
più gravi e resistenti si può optare per trattamenti di tipo
residenziale (ospedale, day hospital, comunità terapeutica).
Torna
all'indice dei Disturbi Dell'Alimentazione