Funzioni, Sintomi e Disturbi Legati all'Ansia
Questa area contiene i principali disturbi d'ansia
descritti nel DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei
Disturbi Mentali); tutti i quadri sintomatologici descritti sono
caratterizzati dalla presenza marcata d'ansia che, in
determinate situazioni o condizioni, assume un carattere
disfunzionale. L'ansia può essere considerata come uno stato
"spiacevole" di preoccupazione o di attesa di un pericolo che
però non è definito, questa condizione la differenzia dalla
paura dove l'oggetto è invece definito o circoscritto. In altre
parole, gli stati ansiosi sono sostenuti dalla considerazione
che scopi, obiettivi, interessi o investimenti della persona
sono gravemente minacciati, ovvero la persona avverte il rischio
che questi possono essere compromessi o perduti. Gli scopi
minacciati ritenuti fondamentali per la persona possono essere
di diversa natura e naturalmente variano da individuo a
individuo, ad esempio possono riguardare aspetti o valutazioni
legati alla propria persona ( essere una persona amabile, di
valore, stimata, ammirata, in salute etc.) o a persone care (
futuro dei figli, salute dei propri cari, rapporto affettivo con
il proprio partner etc.); l’ansia può essere considerata quindi
come una sorta di allarme che segnala la presenza di una
minaccia a “beni” considerati irrinunciabili. Va precisato che
normalmente l’ansia segnala la minaccia e non la perdita
irreversibile di uno scopo, condizione questa che tipicamente si
accompagna alla depressione; in sintesi si può dire che l’ansia
segnala la minaccia mentre la depressione indica la perdita di
uno scopo o di un bene considerato irrinunciabile o comunque
importante. In effetti l’ansia e la depressione rappresentano
condizioni cliniche e funzionali diverse ( che spesso viaggiano
insieme) spiegabili con la percezione di minaccia o di perdita
di uno scopo: lo stato ansioso si caratterizza infatti per
l’aumento delle normali risposte fisiologiche ( aumento del
battito cardiaco, irregolarità respiratorie, sintomi
neurovegetativi come sudorazione, bocca secca, vampate di calore
etc.) e psicologiche ( la persona percepisce il timore o la
paura di qualcosa di indefinito, ha la sensazione che stia per
succedere qualcosa di negativo, gli stati di apprensione e
preoccupazione si fanno frequenti cosi come le rimuginazioni) come se l’organismo
raccogliesse le forze per fronteggiare, con l’attacco o la fuga,
una minaccia o un pericolo; al contrario, nella depressione
normalmente si assiste ad un rallentamento delle funzioni
fisiologiche mentre lo stato mentale del depresso può essere
caratterizzato da colpa, l’indegnità, mancanza di speranza e/o
di piacere, come se il bene fosse ormai perduto e la persona
abbia iniziato il processo di rassegnazione. Ovviamente l’ansia,
quando non assume le caratteristiche patologiche, ha una
funzione adattiva molto importante poiché ci consente di
affrontare situazioni impegnative con un maggior grado di
“combattività”; in effetti la letteratura e gli studi sulla
“curva dell’ansia” hanno dimostrato che in situazioni
prestazionali importanti ( ad esempio un esame scolastico, un
colloquio di lavoro, una prestazione sportiva etc.) moderati
livelli di ansia garantiscono una performance più efficace
rispetto a livelli di ansia troppo bassi o troppo alti. Quindi
di per se l’ansia non è disadattava ma lo diventa quando diventa
eccessiva; inoltre è da sottolineare che l’ansia e
significativamente determinata da fattori temperamentali, nel
senso che ognuno di noi presenta un ansia di base ( misurabile
con particolari strumenti come lo STAI) costituzionale che può
influenzare, in concomitanza di altri fattori, l’eventuale
esordio di un disturbo d’ansia. Se in condizioni di normalità
l’ansia rappresenta una specie di allarme adattivo, nella sua
espressione patologica assume una connotazione disfunzionale
come nei disturbi d’ansia. Nei diversi disturbi descritti,
l'ansia si presenta con modalità ed intensità differenti: ad
esempio, nel Disturbo d'Ansia generalizzato lo stato
ansioso diventa pervasivo, le rimuginazioni e le preoccupazioni
accompagnano l'individuo per gran parte del tempo; nelle
Fobie (Specifica e Sociale) il disturbo d'ansia si manifesta
solo in particolari circostanza, ovvero quando l'individuo si
trova, o teme di trovarsi, nella situazione o condizione
fobica. L'intensità dell'ansia è invece la peculiarità che
caratterizza il Disturbo di Panico, in questo disturbo in
pochi minuti l'ansia può assumere un intensità talmente elevata
da far temere l'impazzimento o l'imminente morte dell'individuo.
Nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo, l'ansia è invece
legata alle ossessioni, in genere egodistoniche, e alla messa in
atto dei rituali; in questo disturbo l'ansia aumenta in maniera
esponenziale (questo fattore è stato sfruttato ai fini del
trattamento) quando l'individuo non è nelle condizioni di poter
mettere in atto i rituali. Nel Disturbo Post-Traumatico e
nel Disturbo Acuto da Stress, l'ansia si manifesta in
seguito ad eventi "traumatici" subiti e ogni qualvolta questi
eventi vengono rivissuti o ricordati. L'ansia, oltre ad essere
caratterizzata da vissuti di preoccupazione, apprensione,
confusione, testa vuota, e spesso accompagnata da manifestazioni
somatiche: I sintomi somatici possono investire ogni sistema o
apparato. Frequentemente si manifestano sintomi cardiovascolari
come tachicardia, palpitazioni, extrasistoli, alterazioni della
pressione arteriosa e dolori al torace o in sede precordiale.
Talora l’individuo lamenta difficoltà respiratorie con
improvvise sensazioni di soffocamento o di mancanza del respiro.
Comuni sono i disturbi gastrointestinali che si manifestano con
stitichezza, diarrea, nausea, vomito, bruciore o dolore
gastrico. I disturbi somatici più frequenti sono i sintomi
cosiddetti "neurovegetativi" quali sudorazione, sensazioni di
freddo o di caldo, bocca secca, senso di vertigine o di
sbandamento. Comuni sono i disturbi del sonno con difficoltà di
addormentamento o risvegli frequenti durante la notte e disturbi
dell'alimentazione sia con riduzione che con aumento
dell'appetito.
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