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Dipendenza da
Cellulare
L’innovazione tecnologica, specie quando
diventa accessibile a tutti, comporta indubbiamente un
miglioramento della qualità della vita delle persone che la
utilizzano. Tali vantaggi possono però essere controbilanciate da
problematiche, che a volte possono sfociare in una vera e propria
psicopatologia, legate ad un uso mal adattivo dello strumento
tecnologico come nel caso del telefono cellulare. I vantaggi del
cellulare sono evidenti a tutti, esso ci permette di rimanere in
contatto nonostante le distanze, ci consente di raggiungere le
persone e di farci raggiungere in qualsiasi momento e luogo ci
troviamo, aumenta il nostro livello di sicurezza poiché ci consente
di contattare qualcuno in caso di necessità, stimola la
socializzazione, aiuta a combattere la solitudine, offre una serie
di servizi come chat, sms, mms, navigazione internet, gestione della
posta elettronica ecc. che ci permettono di rimanere informati in
qualsiasi momento. Questi indubbi vantaggi legati all’uso
“equilibrato” del telefono cellulare possono però trasformarsi,
specie in individui a rischio, in forme di dipendenza che possono
compromettere seriamente l’equilibrio psicologico, sociale e
lavorativo della persona. Il primo rischio concerne lo sviluppo di
un “attaccamento” morboso nei confronti del cellulare, alcune
persone non riescono a separarsi dal proprio telefonino neanche per
pochi minuti poiché tale condizione li proietta in uno stato di
ansia, irrequietezza ed insicurezza. Questo tipo di persone, a
rischio dipendenza o già dipendenti, sfidano norme e buon senso pur
di non separarsi dal proprio cellulare neanche in luoghi dove l’uso
ne è proibito o sconsigliato (ospedali, aerei, ristoranti, cinema,
teatri ecc.); tipicamente le persone a rischio possiedono più
apparecchi o li cambiano in continuazione, passano un eccessiva
quantità di tempo al telefono o ne utilizzano i servizi (specie sms)
in modo spropositato. Sul piano più strettamente psicologico il
cellulare-dipendente si caratterizza per alcune peculiarità come
preferire la comunicazione telefonica all’interazione dal “vivo”,
uso compulsivo del mezzo, tendenza ad utilizzare il cellulare come
strumento consolatorio ( una specie di ansiolitico che permette di
rassicurarsi dinnanzi ad eventi percepiti come minacciosi), scarsa
tolleranza per le separazioni, scarsa capacità di sopportare la
solitudine e l’incertezza, bisogno di controllare gli altri
significativi attraverso frequenti chiamate, scarsa spontaneità,
tendenza a preferire le relazioni virtuali alle relazioni concrete.
In conclusione si può ipotizzare che l’uso eccessivo del cellulare e
di altri strumenti di comunicazione tecnologica possono avere
l’effetto di “disabituarci” a tollerare le separazioni, la
solitudine e l’incertezza che la vita normalmente comporta e questa
disabituazione produce il ricorso, in una sorta di circolo vizioso
che si autoalimenta, al cellulare per lenire questi stati di
sofferenza.
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