campo di grano con voli di corviDisturbi Psichici e Nuove Dipendenze

a cura del 

  Dr Gaspare Costa

Psicologo - Psicoterapeuta in Formazione- SPC

 Inscritto all'Albo degli Psicologi  della Reg. Toscana n�5040  - P. IVA 01206950451 -

 

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Disturbi Psichici Categorie

Principali Disturbi Psichici

Psicopatologia e Relazioni

Nuove Dipendenze

Area Sviluppo e Relazione

Area Adolescenza

Teoria dell'Attaccamento

Approcci Psicoterapeutici

Oggetto del trattamento � il sistema familiare, inteso come un insieme in cui i membri si organizzano in un gruppo in modo da formare un intero che trascende le singole componenti. I terapeuti familiari rivolgono la loro attenzione verso due diverse componenti: da un lato, prendono in considerazione la struttura della famiglia, cio� il modo specifico in cui si organizza e si mantiene, e dall�altro analizzano i suoi processi, cio� il modo in cui evolve, si adatta a cambia in rapporto alle diverse circostanze esterne. Vengono poi presi in considerazione i sottosistemi che si formano tra i diversi membri e il tipo di confini e legami che caratterizzano le loro unioni: confini eccessivamente rigidi caratterizzano le famiglie disimpegnate i cui membri si sentono isolati l�uno dall�altro, mentre confini diffusi e lassi caratterizzano le famiglie invischiate i cui membri sono eccessivamente legati gli uni agli altri.

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L'analisi transazionale

L�analisi transazionale � un approccio terapeutico elaborato dallo psichiatra Eric Berne.

Lo studio della personalit� dell�individuo si focalizza sull�analisi di tre dimensioni fondamentali dell�Io chiamate stati dell�IO:

  • la componente genitoriale (Io genitore), frutto dell�interiorizzazione degli atteggiamenti genitoriali e delle norme sociali

  • la componente bambina (Io Bambino), che si esprime attraverso il vissuto emotivo

  • la componente adulta (Io Adulto), che si caratterizza per una percezione obiettiva e razionale della realt�

In tutti gli individui coesistono, in ogni momento della sua vita, queste tre componenti che, a seconda delle circostanze, si manifestano in maniera diversa.Secondo Berne, un buon adattamento � presente nell�individuo quando l�Io adulto � in grado di "integrare" i punto di vista delle altre due componenti, pervenendo alla fine ad un comportamento appropriato alla realt�.
Per quel che riguarda la pratica terapeutica , obiettivo primario della terapia � l�individuazione di quale particolare stato dell�Io interviene in un soggetto in un particolare momento del suo agire, in modo da valutare le dinamiche che intercorrono fra le tre componenti.
Infatti, se l�Io adulto non � in grado di "contenere" l�impulsivit� dell�Io bambino o la rigidit� dell�Io genitore si manifesta nell�individuo un disadattamento.

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Schema Therapy

La schema therapy � stata ideata dallo psicoterapeuta Jeff Young e pu� essere considerata un arricchimento della terapia cognitivo e comportamentale. Tale approccio terapeutico sembrerebbe particolarmente adatto alla cura dei disturbi di personalit� (che Young preferisce chiamare problemi di personalit� a lungo termine) e ottiene buoni successi in quei casi dove la classica terapia cognitivo e comportamentale sembra essere insufficiente.

I pazienti a cui � consigliabile una schema therapy presentano alcune tra le seguenti caratteristiche:

  • ripetizione di relazioni interpersonali instabili, per cui verrebbero scelti sempre partner inadatti

  • esperienze negative con le figure genitoriali, quali episodi di abusi, negligenza, deprivazione emotiva o, all�opposto, iperprotezione

  • umore instabile

  • sensazione di essere alieni a s� stessi

  • atteggiamenti impulsivi (ad esempio, autolesionismo, gioco d�azzardo, abuso di alcool..)

E� possibile che queste persone abbiano in passato intrapreso molte psicoterapie, ma con scarsi risultati. Gli insuccessi potrebbero avere contribuito alla sfiducia che ripongono in s�.Il terapeuta che utilizza la schema therapy cerca di comprendere a fondo la sofferenza del paziente, di creare con lui una buona relazione e di capire quali sono gli schemi utilizzati dalla persona in questione (da cui, appunto, deriva il nome).Vengono definiti schemi le strutture utilizzate per rispondere ad una situazione. Si tratterebbe di una sorta di guida per decidere nell�immediato come comportarsi di fronte ad uno stimolo (ad esempio, per valutare se � il caso di aggredire o scappare quando si � importunati, se accettare o rifiutare le avances di un ammiratore�). Gli schemi sono molto utili nella vita quotidiana, e vengono imparati durante l�infanzia.
Pu� accadere che una persona sia cresciuta in un ambiente carente dal punto di vista affettivo ed educativo, e cos� abbia appreso a comportarsi seguendo degli schemi maladattativi.
Ad esempio, un bambino vissuto con dei genitori violenti, ha imparato ad esprimersi con molta aggressivit�, ha capito che solo gridando e alzando le mani si pu� essere rispettati. Per stare bene a casa sua, per non essere sopraffatto dai familiari, deve dimostrare di essere forte ma questo atteggiamento potrebbe arrecargli non pochi problemi da adulto, quali guai con la legge, difficolt� a mantenere un lavoro, relazioni sentimentali turbolente. L�esprimere s� stessi attraverso gli schemi maladattativi porta ad una certa sofferenza e sfiducia.
La persona che reagisce con un eccesso di aggressivit� sta male, perch� si rende conto che le cose vanno sempre storte, percepisce che qualcosa non va in lei, ma allo stesso tempo non sa da dove provenga questo malessere e come porvi rimedio.Lo psicoterapeuta ha quindi il compito di aiutare il paziente ad individuale le modalit� maladattative presenti nei suoi atteggiamenti, a correggerle insegnando modi corretti di relazionarsi e di esprimersi. Questo � un lavoro molto delicato che richiede del tempo, fino a tre anni di terapia per essere completato.

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La terapia analitica

La terapia analitica � stata ideata da Carl Gustav Jung, che ha chiamato cos� il suo metodo per distinguerlo dalla psicoanalisi. Jung, studioso di immensa conoscenza, si interess� a tutte le correnti di pensiero, intraprese molti viaggi, scopr� uomini non toccati dalla civilizzazione per cercare l�origine della cultura occidentale.
Le sue scoperte lo portarono a ipotizzare l�esistenza di un inconscio collettivo e di una forte influenza dei miti antichi sulla psiche. Il suo pensiero diverge da quello del suo celebre maestro Freud, dal quale si separ� fondando un nuovo approccio psicoterapeutico. Per Jung, nella cura psicologica � fondamentale la relazione che viene a crearsi con il paziente. Si tratta di una relazione a due, speciale e unica con ogni persona. Un terapeuta pu� capire il suo paziente se ha avuto a sua volta l�esperienza della malattia e pu� aiutarlo se � riuscito a superarla. Per questo, ogni allievo, prima di diventare psicoterapeuta, deve sottoporsi ad un training di analisi. Tra i lavori di Jung, uno dei pi� famosi � "Tipi psicologici", opera di grande interesse che ha portato termini quali introverso ed estroverso a far parte del linguaggio comune. Per Jung: l�estroverso pensa, sente, agisce in relazione alla realt� oggettiva che lo circonda mentre �introverso si concentra maggiormente sulla propria interiorit�: pensa, sente, agisce in relazione a fattori soggettivi.
Questi due atteggiamenti nei confronti del mondo sono affiancati da quattro tipi funzionali, che prendono spunto dai quattro temperamenti dell�antica medicina greca (collerico, melanconico, sanguigno, flemmatico).
Ne emergono quattro funzioni della coscienza, raggruppate in due coppie di opposti: Pensiero- Sentimento Intuizione- Sensazione.
Dalla combinazione dei due atteggiamenti e delle quattro funzioni Jung ide� otto tipi psicologici, descrittivi della personalit� e determinanti la scelta degli interessi o la compatibilit� con un partner:

  • Il pensiero estroverso (scienziati, economisti) si comporta verso se stesso e verso gli altri secondo regole fisse e principi universalmente validi. Conferisce un potere decisivo alla realt�, all�ordine e ai fatti materiali

  • Il pensiero introverso (filosofi) si orienta soprattutto in base al fattore soggettivo. I fatti hanno un�importanza secondaria, mentre sembra possedere valore dominante lo sviluppo e l�esposizione dell�idea soggettiva.

  • Il sentimento estroverso (cantanti , anfitrioni) Comunemente ben inserito nel suo tempo e nel suo ambiente, � interessato al successo personale e al riconoscimento sociale, � volubili e alla moda

  • Il sentimento introverso (monaci, musicisti) � inaccessibile, ma piacevole nella sua armonia e autosufficiente. Ha talento per la musica e per la poesia .

  • La sensazione estroversa (costruttori, speculatori) Il senso dei fatti oggettivi � straordinariamente sviluppato. E� capace di godere in modo piacevole e vivo, ma talvolta la sua sensualit� � portatrice di perversioni e dipendenze ossessive

  • La sensazione introversa (collezionisti, esteti) Si nutre di impressioni sensoriali e si cala nelle proprie sensazioni interiori. Ha senso estetico, spesso � modesto, assorto.

  • L�intuizione estroversa (imprenditore, avventurieri) E� bravo a fiutare le prospettive nascenti, spesso leader carismatico, sa imporsi nelle situazioni di crisi. E� sempre alla ricerca di nuove possibilit�, rischia di soffocare nelle situazioni stabili.

L� intuizione introversa (mistici, poeti) coglie i processi che si svolgono nell�intimo della coscienza creando da un lato il mistico sognatore e veggente e dall�altro l�uomo fantasioso e l�artista. Se non � un artista, � spesso un genio incompreso.

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La terapia cognitiva di Beck

Aaron Beck pu� essere considerato il fondatore della teoria cognitiva. All�inizio della sua carriera come psicologo curava i malati di depressione con la terapia freudiana ma non era soddisfatto dei risultati raggiunti.
Dalle sue ricerche emerse che sarebbe stato pi� adeguato un lavoro di analisi dei processi cognitivi che originano i pensieri negativi.Beck, grazie alla sua esperienza clinica, pot� constatare che le persone depresse hanno una visione costantemente negativa di s�, del futuro e del mondo.
Ogni volta che si presenta una difficolt�, la persona, in modo automatico, attiva dei pensieri negativi, innescando un processo per cui seguono anche emozioni spiacevoli e comportamenti non adeguati.
Per illustrare questo processo Beck faceva questo esempio: immaginiamo che una persona sia sola in casa di notte. All�improvviso sente il rumore della finestra che sbatte. Ognuno interpreta l�evento in base alla visione che ha delle cose: se si tratta di una persona ansiosa penser� che un ladro sta tentando di entrare in casa, e avr� molta paura (emozione). Si muover� alla ricerca di un oggetto per spaventare il ladro (comportamento).
Al contrario, una persona non ansiosa penser� che � stato il vento a provocare il rumore e, infastidita (emozione), si recher� a chiudere la finestra (comportamento). Si pu� vedere che lo stesso evento ha effetti assai diversi su due persone che hanno una differente visione delle cose. Nel corso della terapia il cliente ed il terapeuta collaborano nell�analisi dei pensieri che destano preoccupazione. Il cliente viene addestrato a valutare le proprie convinzioni come se si trattasse di ipotesi, e non come certezze (cosa che lui � solito fare!). In seguito alla riflessione, il cliente si accorge che il suo modo di vedere le cose � solo uno dei possibili, e, prendendo in considerazione alternative ad esso, modifica la sua ipotesi iniziale qualora non risulti plausibile a spiegare le cose. Il cliente impara ad automonitorarsi registrando quotidianamente i pensieri disfunzionali e si allena a metterli in discussione. Egli dovrebbe sapere rispondere a tre domande:

  • Qual � la prova a favore e contro la mia credenza?

  • Quali sono le interpretazioni alternative dell�evento?

  • Se il mio pensiero fosse corretto, quali sarebbero le conseguenze?

Dopo un attento lavoro in genere ci si accorge che i pensieri disfunzionali che causano sofferenza sono tra loro coerenti perch� essi sono generati da strutture meno accessibili alla coscienza, strutture che Beck ha denominato schemi. Questi schemi si sono sviluppati nel corso di anni, non � semplice modificarli, ma � da qui che parte la sofferenza del paziente. Il lavoro cognitivo andrebbe sempre affiancato a quello comportamentale.
La persona depressa va infatti spronata ad agire, in quanto la sua sofferenza gli impedisce di fare qualunque cosa. Per questo, il terapeuta da alcune prescrizioni, ad esempio osservare il proprio comportamento, portare a termine alcuni piccoli compiti quotidiani, programmare attivit� piacevoli� La terapia cognitiva sembrerebbe avere un effetto preventivo, oltre che curativo: il cliente diventa abile ad applicare la tecnica a molti altri ambiti della sua vita, ogni volta che un pensiero irrazionale si presenta, evitando cos� spiacevoli reazioni a catena che andranno a coinvolgere anche le emozioni.

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La REBT di Ellis

"La gente non � disturbata dalle cose, ma dal modo di vedere le cose". Questa frase di Epiteto ispir� gli studi di Albert Ellis, fondatore della terapia comportamentale razionale emotiva (REBT, Rational Emotive Behavior Therapy) del 1955. Egli not� che i suoi pazienti soffrivano per le interpretazioni inadeguate che davano alle situazioni ed erano imprigionati nelle loro doverizzazioni, ovvero in pensieri irrazionali che impongono un modo illogico di valutare le cose. Le doverizzazioni, di natura irrazionale, portano ansia e depressione perch� originano pensieri catastrofici, bassa tolleranza alla frustrazione, svalutazioni.

Le principali doverizzazioni sono:

  • Devo essere approvato dagli altri

  • Gli altri mi devono amare

  • Le condizioni devono essere favorevoli

Per stare bene, le persone dovrebbero smettere di usare il concetto "devo assolutamente", in quanto � lecito desiderare di essere amati, approvati e trovare situazioni favorevoli, ma si deve essere pronti ad accettare che non pu� essere sempre cos�! Gli uomini possono essere considerati degli edonisti, perch� i loro obiettivi principali sono vivere ed essere felici. Tendenzialmente, essi sono e si comportano in modo razionale, perseguendo obiettivi nel lungo termine. Purtroppo la natura edonistica li pu� portare ad essere combattuti tra il perseguire i loro obiettivi a lungo termine (pi� soddisfacenti ma pi� faticosi) secondo una logica razionale oppure raggiungere obiettivi a breve termine, seguendo un modo di pensare illogico e irrazionale. Il ricorrere all�irrazionalit� � innato nell�uomo ed � fonte delle emozioni inadeguate.
� lecito provare:

  • dispiacere

  • rammarico

  • irritazione

  • frustrazione

Al contrario, non � appropriato:

  • ansia elevata

  • depressione

  • ostilit�

  • senso di colpa

  • sentirsi inadeguati

Tutti sono preda dell�irrazionalit�, basta pensare agli atei che si interessano di filosofie fanatiche, a religiosi che si comportano in modo irrazionale, ai giovani che si oppongono agli insegnamenti dei genitori� Vi � la tendenza ad adottare nuove idee irrazionali dopo che le vecchie sono state abbandonate.
La comprensione dei propri pensieri irrazionali non � certo una garanzia per non esserne pi� vittime e per questo il paziente viene istruito nell�utilizzo di tecniche appropriate per essere equipaggiato per il futuro. Le tecniche utilizzate in terapia sono molteplici: si va dalle tecniche cognitive, volte ad individuare e modificare i pensieri che portano sofferenza, alle tecniche emotive, per sviluppare l�umorismo e l�assunzione del rischio, infine, ci sono le tecniche comportamentali che comprendono compiti da fare a casa.

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la psicoterapia adleriana

La psicoterapia adleriana trae origine dalle teorie elaborate da Alfred Adler e ha come fondamento gli assunti principali della psicoanalisi, pur differenziandosi da essa in alcuni aspetti essenziali. La psicologia di Adler, in maniera maggiore rispetto a quanto teorizzato da Freud, prende in considerazione l�essere umano come un organismo inserito all�interno di un contesto sociale in divenire e non considerato isolatamente. Lo psicoterapeuta ad orientamento adleriano focalizza la sua attenzione non tanto sulle funzioni parziali di cui si compone l�individuo, ma studia la persona nella sua interezza. Gli esseri umani sono infatti nati all�interno di una contesto sociale ricco di relazioni reciproche significative con le altre persone, delle quali l�individuo non pu� fare a meno. La psicologia adleriana concentra, quindi, la sua attenzione, sia sui fattori ereditari, sia su quelli ambientali che sono all�origine dei disturbi dell�individui e non attribuisce mai ad uno solo di questi fattori l�origine del comportamento disfunzionale del soggetto.

 

Da oggi � in rete:

www.attacchidipanico-ansia.it

Il Sito completamente dedicato agli Attacchi di Panico e ai Disturbi d'ansia

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