Giochi d'Azzardo - Dipendenza da Gratta e Vinci - Psicologo in Toscana e Online - Dr Gaspare Costa - Psicoterapeuta

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Nuove Dipendenze
Dipendenza da Gratta e Vinci, Video-Poker e Casino Online: Analisi di un Problema in Espansione

a cura del Dr Gaspare Costa

Il gioco d’azzardo patologico, come entità clinica e nosografica, attraversa una fase in continua espansione e trasformazione rispetto alle modalità in cui storicamente si presentava. Il rinnovato allarme sociale si fonda ed è giustificato da alcune caratteristiche del “moderno” gioco d’azzardo che ne accentuano la pericolosità:

  • nuovi giochi d’azzardo, sempre più accessibili e pubblicizzati rispetto ai giochi tradizionali;

  • aumento dei giocatori, diversificazione del target e “normalizzazione” del gioco;

  • legalizzazione del gioco, scarsa consapevolezza delle problematiche cliniche e di dipendenza;

  • scarso supporto psicologico ai giocatori e ai loro familiari.


"Gratta e Vinci" e Video-Poker

l primo punto appare particolarmente importante poiché di fatto viene “rivoluzionato” il modo classico di giocare d’azzardo, storicamente consumato all’interno di bische clandestine, lussuosi casinò, o attraverso scommesse illegali o giochi di stato (lotto, totip, totocalcio) che di fatto non hanno mai raggiunto, eccezion fatta forse per le scommesse clandestine, il livello di allarme a cui le nuove forme di gioco sono arrivate. Oggi, l’offerta dell’azzardo è pressoché illimitata e di facile consumo come i “gratta e vinci”, le scommesse legalizzate, il lotto e il superenalotto, i videopoker, fino ad arrivare ai casino virtuali la cui pericolosità viene accentuata da alcune “proprietà” intrinseche all’utilizzo maladattivo di internet (IAD).

L’offerta, apparentemente innocua, o addirittura ludica di gratta e vinci, ampiamente pubblicizzati e diffusi, complice la crisi economica, ha rappresentato un esca per milioni di persone che inconsapevolmente sono passati dal “tentare la fortuna ogni tanto” a forme di dipendenza più o meno grave compromettendo seriamente la propria sfera finanziaria, relazionale, lavorativa e psicologica. Ormai è abbastanza frequente vedere scene, nei vari esercizi commerciali, in cui anziani, pensionati, casalinghe, studenti, operai grattano compulsivamente decine di cartelle alla ricerca del colpo di fortuna in una drammatica “rincorsa alla perdita” i cui effetti, a livello finanziario e clinico (sensi di colpa, autocommiserazione, depressione, rabbia) lasciano effetti sempre più marcati e distruttivi. Cosi come è diventato frequente vedere di primo mattino, prima ancora di recarsi al lavoro, a scuola o a far la spesa, le stesse persone azionare compulsivamente la leva delle slot o dei videopoker fin quanto hanno qualche spicciolo che gli permetta di inseguire il sogno.

Queste nuove modalità con cui è possibile giocare d’azzardo hanno in comune alcune caratteristiche quali la velocità della giocata, la facile accessibilità dei giochi (ormai quasi tutti gli esercizi commerciali sono dotati di slot o vendono gratta e vinci o accettano scommesse), la “normalizzazione” del gioco d’azzardo, la legalizzazione -visto che il primo promotore è lo stato-, che inculcano nel giocatore la sensazione di avere quasi il dovere di provarci che, rafforzata dal contesto, elude o minimizza la presa di coscienza del pericolo di una dipendenza che man mano si consolida.

Il gioco d’azzardo classico, quello delle bische o dei casinò, aveva dei confini chiari e precisi tra il “dentro” ed il “fuori”, tra chi era giocatore e chi non lo era; i giochi d’azzardo in voga oggi non hanno questa caratteristica, o quantomeno non è così marcata, per cui i processi difensivi di negazione vengono rinforzati con il risultato che si sottostima il pericolo della dipendenza fino a quando le problematiche economiche, affettive o lavorative non esplodono in tutta la loro drammaticità. Le nuove modalità, spesso subdole, con cui e possibile giocare d’azzardo- ricordiamo che per gioco d’azzardo si intende un tipo di “gioco” in cui la vincita o la perdita è determinata solo dal caso - hanno sia incrementato che diversificato il target dei giocatori per cui anche l’analisi e la stima delle persone coinvolte risulta più difficile.

Dipendenza da Casinò Online

Un discorso a parte merita il gioco d’azzardo via internet che, proprio per le caratteristiche della rete, assume una pericolosità ancora maggiore:

  • innanzitutto l’offerta di casino virtuali in internet è pressoché illimitata e di facile accesso non esistendo filtri particolari;

  • la rete garantisce la possibilità di giocare 24 ore su 24 annullando le barriere spazio temporali;

  • la rete garantisce l’anonimato (nessuno lo verrà mai a sapere) fatto di notevole importanza poiché il giocatore non è costretto ad esporsi all’eventuale giudizio negativo dell’altro;

  • il giocatore scommette in solitudine venendo a mancare quel conteso di socialità presente, anche in minima parte, nelle altre modalità di gioco;

  • il pagamento con carta di credito riduce la consapevolezza, almeno momentanea, della perdita. La carta di credito facilità la “rincorsa alla perdita”, ovvero la tendenza a risanare le perdite con puntate sempre più alte.

  • Le tante ore, spesso notturne, passate in rete possono dare origine a fenomeni di derealizzazione e/o depersonalizzazione che possono ridurre notevolmente le capacità critiche della persona ed incrementare puntate irrazionali.

Quando si può parlare di Dipendenza da Gioco d’Azzardo?

Sfidare la fortuna giocando d’azzardo è una attività che, se consumata con equilibrio e nei contesti appropriati, può rappresentare un diversivo ludico e ricreativo sicuramente accettabile, specie quando l’attività di gioco riveste carattere di socialità. I problemi nascono quando il gioco d’azzardo da attività ludica saltuaria si trasforma in un impulso incontrollabile che può compromettere seriamente i più importanti aspetti della vita dell’individuo (finanziario, relazionale, lavorativo, sociale ecc...).

In passatoil gioco d’azzardo patologico veniva visto più come debolezza morale che come disturbo psichiatrico, ma a partire dalla terza edizione del DSM, quella del 1980, l’American Psychiatric Association (APA) ha introdotto il concetto di dipendenza da gioco d’azzardo (Gambling), inquadrandolo come una nuova categoria diagnostica e, quindi, come disturbo psichiatrico. Secondo la definizione del DSM-IV, il giocatore d’azzardo patologico è una persona che presenta un’incapacità cronica e progressiva di resistere all’impulso digiocare d’azzardo, questo impulso da vita ad comportamento che compromette o danneggia se stesso, la sua famiglia o le sue attività professionali.

L’inquietudine, l’impulso e l’attività di gioco aumentano nei periodi di stress. I problemi che nascono per effetto del gioco d’azzardo producono un ulteriore incremento delle giocate innescando un circolo vizioso che si autoalimenta. Il gioco d'azzardo è considerato come una vera e propria forma di “dipendenza senza sostanza”. Il D.S.M. IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) propone i seguenti criteri( per la diagnosi occorre che vengano soddisfatti almeno 4 criteri):

  • Coinvolgimento sempre crescente nel gioco d'azzardo (ad esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare modi per procurarsi il denaro con cui giocare)

  • Bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato

  • Irrequietezza e irritabilità quando si tenta di giocare meno o di smettere

  • Il soggetto ricorre al gioco come fuga da problemi o come conforto all'umore disforico (ad esempio, senso di disperazione, di colpa, ansia, depressione)

  • Quando perde il soggetto ritorna spesso a giocare per rifarsi ("inseguimento" delle perdite)

  • Il soggetto mente in famiglia e con gli altri per nascondere il grado di coinvolgimento nel gioco

  • Il soggetto compie azioni illegali (ad esempio, reati di falso, truffa, furto, appropriazione indebita) per finanziare il gioco.

  • Il soggetto mette a rischio o perde una relazione importante, un lavoro, un'opportunità di formazione o di carriera a causa del gioco.

  • Confida negli altri perché gli forniscano il denaro necessario a far fronte a una situazione economica disperata, causata dal gioco (una "operazione di salvataggio").

  • Reiterati e inutili sforzi di tenere sotto controllo l'attività di gioco, di ridurla o di smettere di giocare

Come tutti i disturbi psichiatrici i sintomi legati al GAP si ripercorrono e compromettono tutte le aree dell’individuo:

Problematiche psicologiche (ossessione del gioco, senso d’onnipotenze e presunzione, nervosismo, irritabilità, ansia, alterazioni del tono dell’umore, aumento dell’impulsività, tendenza alla superstizione, distorsione della realtà),

Problematiche fisiche (alterazione dell’alimentazione, cefalea, conseguenze fisiche dovute all’uso di sostanze come stupefacenti o alcool, insonnia, sintomi fisici dell’ansia come tremori, sudorazione, palpitazioni),

Problematiche Sociali (danni economici, danni morali, danni sociali, danni familiari e lavorativi, isolamento sociale e difficile gestione del denaro).

I giocatori compulsivi (o patologici) sono quindi quelle persone che non riescono a “resistere”, nonostante i buoni propositi o i tentativi, all’impulso di giocare. Come in tutti i disturbi del discontrollo degli impulsi l’individuo avverte una tensione crescente che viene alleviata, almeno momentaneamente, solo quando riesce a giocare. Il GAP si configura quindi come una “Addiction”, ovvero una dipendenza senza uso di sostanze, che al pari delle dipendenze da sostanze è accompagnata da classici sintomi di natura astinenziale, sia fisici che psicologici, (sudorazione, tremori, tachicardia, ansia, depressione, rabbia, aggressività) e di assuefazione (bisogno di aumentare la “dose”, ovvero fare puntate sempre più alte man mano che la dipendenza si fa più marcata).

Al pari delle altre dipendenze il GAP altera l’equilibrio dei neurotrasmettitori, in particolare il sistema serotoninergico. Il gioco compulsivo è la forma più estrema e pericolosa in cui si incarna il gioco d’azzardo ma non l’unica; accanto a questa modalità convivono infatti altri tipi di giocatori più moderati che giocano ogni tanto o riescono comunque a controllarsi. A proposito delle varie “tipologie” di giocatori il Dr Cesare Guerreschi (“Giocati dal gioco”, Edizioni Kappa; 2000) ha ritenuto opportuno differenziare 6 macrocategorie di giocatori d’azzardo:

Giocatori patologici per azione: sono persone che hanno perso il loro controllo sull’attività di gioco, per loro la cosa più importante nella vita, quella cosa che li mantiene in azione e quindi “vivi” è il gioco d’azzardo. Le relazioni familiari, sociali e lavorative vengono influenzate negativamente dall’attività di gioco.

Giocatori patologici per fuga: sono giocatori che trovano nell’attività di gioco sollievo da sensazioni di ansia, solitudine, rabbia o depressione. Usano il gioco d’azzardo per sfuggire da crisi o da difficoltà; il gioco ha qui un effetto analgesico e non una risposta euforica.

Giocatori sociali costanti: per queste persone il gioco d’azzardo è la forma principale di relax e di divertimento, sebbene sia in secondo piano rispetto alla famiglia e al lavoro

Giocatori sociali adeguati: giocano per passatempo, per socializzare e per divertimento. A questa categoria appartiene la maggioranza della popolazione adulta

Giocatori antisociali: coloro che si servono del gioco al fine di ottenere guadagni illegali

Giocatori professionisti: sono giocatori che giocano d’azzardo per professione e, considerandolo una professione si mantengono attraverso di esso.


Epidemiologia

Studi epidemiologici recenti sottolineano che circa la 80% degli italiani è in qualche modo interessata al gioco d’azzardo mentre l’1-3% della popolazione adulta è affetta da Gioco d'Azzardo Patologico.Non è escluso che queste cifre possono essere ritoccate al rialzo proprio per la difficoltà di individuare quei soggetti che volontariamente “nascondono” il problema.

Fattori di Rischio

Secondo varie ricerche esistono dei fattori che possono predisporre GAP ed aumentarne il rischio specie in situazioni di stress, in tal
senso si è evidenziato che, ad esempio, i giocatori compulsivi manifestano una scarsa tolleranza alla noia e alle esperienze quotidiane che li porta a ricercare stimoli forti ed eccitanti; questo fattore, probabilmente dovuto ad un malfunzionamento dei neurotrasmettitori ed in particolare dal sistema serotoninergico, potrebbe spiegare il ricorso al gioco d’azzardo come fonte di stimolazione ed eccitazione.

Altri fattori di rischio sono l’impulsività e la depressione. Ovviamente, ai fini dell’espressione del disturbo, occorre che i fattori di rischio siano sostenuti o meno dalle caratteristiche ambientali e dal contesto socio-relazione in cui la persona vive.



Intervento

Nonostante il GAP abbia da sempre rappresentato un grosso problema, la questione del recupero e della cura non ha mai avuto una grande enfasi in ambito terapeutico; probabilmente esistono delle ragioni di natura storica e sociale che n’è hanno ostacolato l’evoluzione:

  • innanzitutto solo di recente il GAP è stato inserito tra i disturbi mentali, in passato esso era visto più come debolezza morale o sfizio per ricchi;

  • in genere il giocatore non considera il proprio “vizio” alla stregua di una malattia, egli tende a nascondere il disagio e il disastro (economico) ai propri familiari finché può;

  • spesso l’aiuto terapeutico viene chiesto (o viene imposto) in un secondo momento dopo che il problema si è manifestato a causa dei forti debiti, ricorso ad usurai, azioni illegali ecc.

Le ragioni dell’intervento sono molteplici:

  • il GAP alla stregua di ogni altro disturbo psichico può essere curato

  • esiste una forte correlazione tra GAP ed altri disturbi come il Disturbo Bipolare o il Disturbo Antisociale di Personalità,

  • esiste una forte correlazione tra GAP ed assunzione di sostanze (Alcol e Droga)

  • oltre al disagio psicologico il GAP è associato ad una frequenza significativa di suicidi o tentati suicidi

oltre alla vita del giocatore viene compromessa l’esistenza dei familiari e delle persone vicine


Terapia:

per giocatori compulsivi si segnala l’esistenza di gruppi di auto-aiuto (Giocatori Anonimi) che permettono al “novizio” di confrontarsi con persone che hanno o, hanno avuto, il suo stesso problema.da segnalare anche l’esistenza di gruppi terapeutici che prevedono un percorso con l’ausilio di una psicoterapia.inoltre consigliabile una psicoterapia individuale


Dr Gaspare Costa
 
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